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VOLONTARIATO/ Vittadini, l'intervento: importanza, natura, problemi e prospettive

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Un operaio (Foto: ANSA)  Un operaio (Foto: ANSA)

4) VOLONTARIATO, TERZO SETTORE, SUSSIDIARIETA’ 

Secondo le linee guida delle Nazioni Unite, un criterio discriminante, sebbene non imprescindibile per definire le istituzioni non profit è l’impiego di personale volontario. Come abbiamo visto in precedenza esso ha, nei fatti, anche una sua imponenza quantitativa, costituendo un elemento fondamentale delle organizzazioni di Terzo settore.

Il valore del rapporto tra Terzo settore e volontariato si sostanzia in due aspetti. Innanzitutto sul piano educativo: occorrono realtà sociali e movimenti che sostengano, educandolo, il desiderio. I corpi sociali, le comunità intermedie trovano una rinnovata importanza, non solo in termini strumentali come trampolino per un’azione sociale, ma in termini educativi, quali luoghi in cui le persone sono aiutate a crescere, a prendere consapevolezza di sé e della realtà.

In secondo luogo come strumento per finalizzarne gli sforzi alla ricostruzione di un nuovo welfare che si contrapponga sia a quello statalista, secondo il professor Julian Le Grand della London School of Economicis, “endemicamente inefficiente, paternalisticamente incapace di suscitare una responsabilità personale e sociale, fonte di clientelismo, per natura anche iniquo e inadatto a contrastare l’incremento della povertà e delle ineguaglianze”, sia a quello neo-liberista che rende tutto mercato selvaggio senza rispetto per la dignità dell’uomo.

Il volontariato è capace di innovazione sociale, in quanto interviene e anticipa spesso temi “di frontiera” (es. immigrazione, discriminazioni, sviluppo sostenibile…); vive in prima persona i problemi e i bisogni delle persone, della società; ha un approccio concreto, del “fare”, nelle proposte, nella risoluzione dei problemi; e per questo ha anche una visione meno ideologica; è abituato all’emergenza e alla scarsità di risorse, fondi, strutture e questo favorisce la creatività e la sperimentazione. Per questo ispira, rafforza, sostiene anche le politiche pubbliche (o ne colma le carenze).

La sussidiarietà, essendo il principio che valorizza le iniziative che provengono dai livelli di organizzazione sociale più vicini alla singola persona, è ciò che meglio salvaguardia il valore del volontariato.

E’ una “sussidiarietà” intesa come strumento che pone le condizioni perchè la persona sia in grado di sviluppare tutta la sua iniziativa e capacità, e attraverso i corpi intermedi cui appartiene, dia risposta ai bisogni della società.

Se questo è un quadro di riferimento per il volontariato quali i problemi aperti?

 




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