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VOLONTARIATO/ Vittadini, l'intervento: importanza, natura, problemi e prospettive

Pubblicazione:venerdì 1 aprile 2011

Un operaio (Foto: ANSA) Un operaio (Foto: ANSA)

5) PROBLEMI APERTI E PROSPETTIVE

1) Se i volontari intervistati non si dicono preoccupati per un eventuale indebolimento dei valori fondanti il volontariato, o per l'esistenza di una crisi al suo interno, essi tuttavia sono consapevoli dell'esistenza di alcune difficoltà, specialmente di origine esterna. Hanno consapevolezza, infatti, del pericolo di strumentalizzazione che il volontariato sta correndo: in particolare, avvertono il rischio di un utilizzo finalizzato a ridurre i costi dei servizi e di un'eccessiva importanza attribuita all'efficienza da parte delle istituzioni (a vantaggio delle grandi organizzazioni di volontariato e a scapito dei piccoli gruppi). I rispondenti ritengono inoltre che le istituzioni non sempre mettano in grado il volontariato di partecipare ai momenti di concertazione e/o programmazione.

Un altro problema su cui vi è accordo diffuso è la presenza di una burocratizzazione (privacy, sicurezza…) eccessiva che soffoca le organizzazioni di volontariato, in particolare quelle di piccole dimensioni.

Mentre, “la difficoltà di coinvolgere i giovani è attribuita a carenze della scuola, che non promuove la partecipazione ad esperienze di volontariato”.

A giudizio dei volontari, la dimensione su cui occorre puntare maggiormente è la promozione della cittadinanza attiva e della partecipazione, insieme alla tutela dei diritti delle persone più deboli. In questo modo, i volontari rimarcano con forza un ruolo fondamentale del volontariato, ossia la promozione di una cultura fondata sulla solidarietà, come elemento imprescindibile a cui non si può rinunciare.

E’ inoltre diffusa l’esigenza di una maggiore efficienza organizzativa.

Gli intervistati ritengono molto importante fare rendicontazione sociale, monitorando i propri interventi, valutando in che misura essi rispondano ai bisogni delle persone e della comunità e comunicando i risultati delle proprie azioni. Ritengono altresì importante potenziare quegli strumenti (di natura valoriale, economica, giuridica ecc.) che possono aiutare a rendere concreta l'azione volontaria; notevole rilievo è attribuito, infine, alla possibilità di collaborare con gli altri attori sociali, specialmente quelli istituzionali.

Diffusa è infine l’esigenza di una autonomia economica e finanziaria. Oltre al desiderio che la propria organizzazione di volontariato possa disporre di entrate finanziarie maggiori, i volontari considerano importante anche l'autonomia della propria organizzazione e in questo senso auspicano che nei rapporti con le amministrazioni pubbliche sia più indipendente e abbia maggiori libertà di azione rispetto alla situazione attuale.

Soprattutto però l’esigenza è di continuare a educarsi alle ragioni che spingono a fare il volontario. Sempre secondo il rapporto Zancan, gli intervistati auspicano in particolar modo che “tra 5 anni la loro organizzazione possa contare su una maggiore presenza di persone che si dedicano al volontariato”.

Senza ragioni ideali, qualunque sia l’ideale, il volontariato muore. Ed è quello che nessuno vuole. 



[1] Luigi Giussani, Il senso religioso, Rizzoli, da pag. 139.

[2] Giussani L., L’io, il potere, le opere, Marietti, Genova 2000, p. 173.

[3] Kenneth J. Arrow, Scelte sociali e valori individuali, ETAS, Milano 2003, p. 21.



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