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Economia e Finanza

FINANZA/ 1. Da Geronzi a Galateri, cosa cambia con la "svolta" di Generali?

Dopo le dimissioni di Cesare Geronzi, la presidenza di Generali è passata a Gabriele Galateri. L'analisi di MICHELE ARNESE sulla svolta del Leone

Gabriele Galateri, neo Presidente di Generali (Foto Ansa)Gabriele Galateri, neo Presidente di Generali (Foto Ansa)

La svolta epocale in Generali al momento si limita a un nuovo presidente: Gabriele Galateri di Genola, ex presidente di Mediobanca e di Telecom Italia, ha sostituito Cesare Geronzi, che si è dimesso sfiduciato dalla maggioranza dei consiglieri del gruppo assicurativo. La nomina di Galateri è stata voluta in particolare da Mediobanca, principale azionista del Leone di Trieste. Non è un particolare ininfluente: significa che la banca d’affari milanese vuole contare ancora, eccome, nella compagnia triestina. E Galateri di sicuro seguirà questa indicazione.

Tutt’altro aveva in mente Geronzi. Il banchiere di Marino preferiva un Leone che progressivamente allentasse la presa da parte di Mediobanca: per questo auspicava una diluizione del controllo dell’istituto di Piazzetta Cuccia. Per due motivi. Il primo è che, come ha detto l’economista Giulio Sapelli, “le assicurazioni funzionano bene se il loro assetto azionario tende a essere una public company. Soltanto l’azionariato diffuso permette la crescita lenta e costante, la stabilità, la buona reputazione”.

Il secondo motivo è che Geronzi temeva una potenziale, eccessiva intromissione nella conduzione del gruppo da parte delle fondazioni (Crt e Cariverona), azioniste di Unicredit, maggior socio di Mediobanca. Dietro gli enti, e in particolare dietro l’ente creditizio torinese Crt, presente nell’azionariato di Generali anche attraverso il socio Effeti, il banchiere di Marino scorgeva la figura sempre più chiara e ingombrante di Fabrizio Palenzona, vicepresidente di Unicredit e uomo ponte tra fondazioni, banche e politica.