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FINANZA/ 1. Da Geronzi a Galateri, cosa cambia con la "svolta" di Generali?

Pubblicazione:lunedì 11 aprile 2011

Gabriele Galateri, neo Presidente di Generali (Foto Ansa) Gabriele Galateri, neo Presidente di Generali (Foto Ansa)

La svolta epocale in Generali al momento si limita a un nuovo presidente: Gabriele Galateri di Genola, ex presidente di Mediobanca e di Telecom Italia, ha sostituito Cesare Geronzi, che si è dimesso sfiduciato dalla maggioranza dei consiglieri del gruppo assicurativo. La nomina di Galateri è stata voluta in particolare da Mediobanca, principale azionista del Leone di Trieste. Non è un particolare ininfluente: significa che la banca d’affari milanese vuole contare ancora, eccome, nella compagnia triestina. E Galateri di sicuro seguirà questa indicazione.

Tutt’altro aveva in mente Geronzi. Il banchiere di Marino preferiva un Leone che progressivamente allentasse la presa da parte di Mediobanca: per questo auspicava una diluizione del controllo dell’istituto di Piazzetta Cuccia. Per due motivi. Il primo è che, come ha detto l’economista Giulio Sapelli, “le assicurazioni funzionano bene se il loro assetto azionario tende a essere una public company. Soltanto l’azionariato diffuso permette la crescita lenta e costante, la stabilità, la buona reputazione”.

Il secondo motivo è che Geronzi temeva una potenziale, eccessiva intromissione nella conduzione del gruppo da parte delle fondazioni (Crt e Cariverona), azioniste di Unicredit, maggior socio di Mediobanca. Dietro gli enti, e in particolare dietro l’ente creditizio torinese Crt, presente nell’azionariato di Generali anche attraverso il socio Effeti, il banchiere di Marino scorgeva la figura sempre più chiara e ingombrante di Fabrizio Palenzona, vicepresidente di Unicredit e uomo ponte tra fondazioni, banche e politica.


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