BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Economia e Finanza

FINANZA/ 1. Da Geronzi a Galateri, cosa cambia con la "svolta" di Generali?

Gabriele Galateri, neo Presidente di Generali (Foto Ansa)Gabriele Galateri, neo Presidente di Generali (Foto Ansa)

Il piano di Geronzi è però fallito. L’esito dello scontro in Generali è stato così descritto dall’economista Tito Boeri, di certo non simpatizzante con Geronzi: “I vincitori nello scontro di potere sembrano ancora tutti appartenere al capitalismo relazionale italiano: si passa solo da una costellazione all'altra. Nuovi giochi di palazzo al posto dei vecchi. Ritorna in gioco Unicredit che, con Profumo, si era tirata fuori da Mediobanca e Generali. E ritorna in gioco Mediobanca”.

Insomma, mentre veniva defenestrato il banchiere di sistema per antonomasia, ovvero Geronzi, è un pullulare di operazioni di sistema: dallo stallo imposto al patto di Edison per fermare la crescita dei francesi di Edf, alla cordata in fieri fra Cdp (Cassa depositi e prestiti), banche e partner industriali per contrastare l’avanzata della francese Lactalis in Francia, passando per l’operazione finanziaria a sostegno del gruppo Ligresti architettata da Unicredit per sventare l’assalto della transalpina Groupama, fino alla moral suasion istituzionale (della Banca d’Italia e del Tesoro) per la ricapitalizzazioni delle banche con il concorso fondamentale delle fondazioni creditizie, tornate quanto mai attive e determinanti.

La nomina di Galateri comunque può segnare anche una ritrovata pace fra i soci e i vertici di Generali. Uscito di scena Geronzi, che sognava un Leone determinante e centrale nel capitalismo e nella finanza italiani - non a caso nell’intervista al Financial Times aveva ipotizzato un intervento di Generali nelle ricapitalizzazioni delle banche e nelle infrastrutture strategiche come il Ponte sullo Stretto - adesso il management del gruppo triestino, a partire dal group ceo, Giovanni Perissinotto, potrà concentrarsi a fondo sul business, avendo al suo fianco azionisti che gli hanno consentito di defenestrare l’ingombrante Geronzi che, attraverso la conduzione dei comitati interni, voleva di fatto influenzare la gestione del Leone.