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Economia e Finanza

FINANZA/ 2. Il "giallo" del piano di riforma scomparso svela le crepe del governo...

Venerdì il Piano nazionale di riforma doveva essere approvato dal Consiglio dei ministri, ma non se n'è saputo più niente. GIUSEPPE PENNISI prova a spiegarci come stanno le cose

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Che fine ha fatto il Piano nazionale di riforma (Pnr) la cui approvazione era attesa da parte del Consiglio dei ministri dell’8 aprile? Il 24 marzo, i 70 deputati dell’intergruppo “Europa 2020” hanno varato un documento, predisposto dall’Oseco (Osservatorio europeo sulla crescita e l’occupazione), di auspici sui contenuti che dovrebbe avere il Pnr. Un’assemblea straordinaria del Cnel era stata messa in cantiere per il 13 aprile, nell’ipotesi che le Camere avessero ricevuto il documento la sera dell’8 aprile.

Invece, proprio venerdì, la Presidente dei senatori del Pd, Anna Finocchiaro, ha scritto a Renato Schifani per chiedere “di adottare tutte le iniziative necessarie affinché, in qualità di Presidente del Senato, chieda ufficialmente al Governo che il Piano nazionale di riforma sia presentato e discusso in Senato prima della sua trasmissione nelle sedi istituzionali dell'Unione europea (Ue)”. Il documento sarebbe dovuto arrivare a Bruxelles entro e non oltre il 20 aprile (dopo essere stato dibattuto dal Parlamento e, quindi, dalle parti sociali - quindi dall’assembla del Cnel). Nel 2005, il Pico - Programma di innovazione, competitività e occupazione -, curato dal Dipartimento politiche comunitarie (allora guidato da Paolo Savona), arrivò a Bruxelles due settimane prima della scadenza.

Il Pnr - vale la pena ricordarlo - è uno dei tre documenti fondamentali previsti dalla nuova sessione europea di bilancio; gli altri due sono l’analisi della crescita (inviato dalla Commissione europea agli Stati membri a metà gennaio) e il Programma di stabilità finanziaria (Psf) che ciascuno Stato deve inviare a Bruxelles entro fine aprile. Rispetto alle versioni preliminari del Pnr, inviate dagli Stati Ue lo scorso novembre, la Commissione ha chiesto agli esecutivi nazionali di stimare l'impatto in termini di Pil (Prodotto interno lordo) delle riforme approvate, in cantiere oppure pianificate.

Da Palazzo Chigi giungono dichiarazioni ufficiose, off-the-record, che vorrebbero essere rassicuranti, ma che inquietano ancora di più. Secondo queste voci, il Governo starebbe per varare il Pnr da un’ora all’altra - non si escludeva la possibilità di un Consiglio dei ministri nel fine settimana 9-10 aprile.