BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

SCENARIO/ 1. Pelanda: così l'Europa prepara la nuova crisi dell'Italia

Il presidente della Bce Claude Trichet (Imagoeconomica) Il presidente della Bce Claude Trichet (Imagoeconomica)

E che questa dinamica non è proporzionale: il dollaro si abbassa, per dire di 10, il prezzo del petrolio si alza di 20, così annullando l’effetto disinflazionistico del cambio più elevato dell’euro nelle importazioni di energia prezzata in dollari.
Veramente la Bce non si rende conto di  tutte queste cose che consiglierebbero più prudenza e sincronia con la Fed nelle scelte sui tassi, aggiungendo che il loro rialzo rende più costoso il rifinanziamento dei debiti sovrani delle euronazioni? Ovviamente se ne rende conto perché i suoi tecnocrati conoscono le cose qui accennate, anche meglio di di chi scrive. Ma allora la Bce ci vuole veramente portare alla recessione ed alla conseguente crisi del debito?
Bisogna tornare al suo statuto: la Bce ha come unica missione la lotta contro l’inflazione. Poiché, in effetti, gli scenari mostrano un’attesa di inflazione nel mercato la Bce ha il dovere formale di dare un segnale anticipativo che combatterà il rialzo dei prezzi anche al costo di mandare l’economia dell’eurozona in recessione. I tecnocrati, cioè, fanno il loro dovere come scritto negli statuti, le conseguenze sistemiche non sono loro responsabilità . Ovviamente sanno benissimo che ciò può comportare un disastro.
Ecco perché Trichet ha fatto dichiarazioni che, diplomatiche nella forma, accusano i governi nella sostanza: se non fanno più crescita via liberalizzazione e meno sprechi il sistema andrà a rotoli, per colpa loro e non della burocrazia tecnica. Vero, ma va registrato con sconcerto quanto burocratismo, impotenza politica e rimpallo delle responsabilità stiano rendendo inefficace la governance europea mettendo in grave pericolo il futuro del sistema.

www.carlopelanda.com


© Riproduzione Riservata.

COMMENTI
11/04/2011 - Fuori dall'Europa (Mariano Belli)

L'Europa nell'accettare a malincuore la nostra presenza nell'unione aveva comunque fatto bene i suoi conti. Ora ci vogliono anche perfino usare, sventolandoci in faccia i sussidi che a qualcuno fanno sempre gola, come area di sfogo del flusso dei migranti. A queste condizioni non ha senso restare, recuperiamo la nostra sovranità illegittimamente perduta. (e tanto è questione d tempo anche per chi resta...lo spirito unitario europeo semplicemente è una pura invenzione)

 
11/04/2011 - usciamo? (francesco scifo)

Penso sia giunta l'ora di chiedersi seriamente se sia opportuno indire un referendum per valutare l'uscita dell'Italia dalla unione monetaria o, addirittura, dalla UE. Dopotutto per entrare nell'Unione Monetaria e per approvare la Costituzione Europea, mentre negli altri stati democratici è stato indetto uno specifico referendum, da noi il popolo è sempre stato tenuto fuori dai giochi, a prescindere dal colore politico del Governo di turno.