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FINANZA/ Germania e Bce "s'inventano" la nuova Europa

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Il tasso di disoccupazione giovanile in Spagna è al 40% e quello generale al 20% e nonostante il debito nazionale resti relativamente basso (ma alto quello privato e delle autonomie locali), le lezioni irlandese e portoghese ci insegnano che il presente ormai non rappresenta più un indicatore credibile per il futuro. Anche perché il tasso di interesse ufficiale spagnolo è abbastanza basso, ma quello effettivo non lo è: per il settore pubblico, le aziende e i cittadini, è alto. E ci sono tutti i presupposti per cui continui a salire. Insomma, anche per Nightingale, «l’ipotesi di un’Europa two-tier ormai è nei fatti, è stato creato un precedente». Ma, nonostante tutto questo, l’euro resta record e non scende da quota 1,44 sul dollaro: cosa sta succedendo, quindi? Sta succedendo che il biglietto verde e lo yen stanno collassando e i tassi di interesse in America e in Giappone stanno salendo in maniera vertiginosa. In parole povere, per ogni miliardo di dollari, per ogni triliardo di yen stampato e iniettato a forza nel sistema, il costo in termini di inflazione e aumento dei tassi reali sta assumendo una configurazione parabolica.

E la stampa autorevole, cosa dice? Ci spaccia come accordo bipartisan storico quello raggiunto dal Congresso americano per imporre un taglio da 80 miliardi di dollari (come se l’Italia tagliasse 6-7 miliardi di euro) del budget, sotto la minaccia di mandare in fallimento il Paese: quella cifra è ridicola - ancorché formalmente enorme - rispetto alla montagna di miliardi stampati di fresco ogni singolo giorno dalla Fed. Il tasso sui titoli di Stato americani a 30 anni è al 4,65% e sta salendo di ora in ora e quello trentennale è un tasso chiave perché definisce il prezzo dei mutui americani. E il dollar index? E il prezzo della benzina alla pompa? E quello del petrolio WTI? Ma soprattutto, le materie prime?

 

 

Fatevi un’idea da soli (con il grafico qui sopra) sugli incrementi annuali: con l’argento a 41,22 dollari l’oncia e l’oro a 1470 dollari, qualche banchiere che si reputava più furbo degli altri sta dormendo sonni molto agitati (pur sapendo che, alla fine, la Fed interverrà in un modo o nell’altro in ossequio al “too big to fail”): ci sarà un altro, il terzo, quantitative easing oppure gli Stati Uniti sceglieranno la strada dell’austerità mandando a gambe all’aria Wall Street? L’azzardo è grande e un errore, a questi livelli, sarebbe letale: forse, per trovarci a vivere in un mondo completamente diverso da quello che conoscevamo, non ci sarà bisogno né di una guerra, né della profezia Maya. Basteranno la finanza drogata dallo Stato, l’egoismo politico e le banche commerciali che agiscono come merchant bank.



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