BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SOS MARCEGAGLIA/ Porro: servono meno tasse. Bertone: sì, ma come ha fatto il Belgio

Pubblicazione: - Ultimo aggiornamento:

Emma Marcegaglia (Foto Ansa)  Emma Marcegaglia (Foto Ansa)

Dunque riforme, cambiamenti, anche se a quanto pare pure questi rischiano di creare solitudine. L’amministratore delegato di Fiat, Sergio Marchionne, commentando proprio le parole di Emma Marcegaglia ieri ha detto infatti che a Pomigliano e Mirafiori (simboli di una svolta nelle relazioni industriali) “siamo stati lasciati soli”. «Lasciati soli da Confindustria», aggiunge Porro. «Le dico la verità: sono molto critico rispetto ad alcune operazioni di politica economica di questo Governo, ma se c’è una cosa importante che ha fatto, grazie soprattutto a Sacconi e Berlusconi, è permettere che si tenesse il referendum a Mirafiori, così come quello di Pomigliano. Si immagini cosa avrebbe fatto qualsiasi altro Governo, con tutta la pressione che c’era da una parte dei media e della società civile, da un certo sindacato e da tutti quelli che pensavano che si trattasse di un ricatto del manager canadese. Questo è stato un “fare”, non un “non fare”. Penso che in quella specifica vicenda il Governo si sia comportato molto bene e penso che la battuta di Marchionne sia più riferibile a quel che non ha fatto Confindustria rispetto a quello che ha fatto l’esecutivo».

Bertone, invece, ammette che Marchionne «ha probabilmente qualche ragione psicologica o emotiva per aver detto quello che ha detto; poi c’è anche il prezzo delle scelte giustamente fatte: se uno rinuncia ai contributi dello Stato, ma non accetta di andare incontro a quelle che sono le esigenze politiche e dell’industria non si può lamentare se viene lasciato solo». Anche se, aggiunge Bertone, «il trattamento che ha ricevuto sulla vicenda delle sue stock options è stato decisamente una cosa ignobile che non ho visto usare con nessun altro manager al mondo». E non va poi dimenticato il fatto che «in questo sistema bislacco, un certo sindacato fa la guerra alla Fiat, mentre accetta turni notturni in qualunque impresa sotto i 50 dipendenti. Poi nei convegni ci si lamenta perché le aziende sono troppo piccole, cosa che grava pesantemente sulla produttività del sistema in quanto è suo il primo handicap, ma appena un’azienda cresce oltre una certa dimensione, o addirittura è la Fiat, diventa un simbolo da abbattere». Altro che sentirsi soli: in certi casi per le imprese sarebbe bene riuscire a fare in pace il proprio lavoro.

 

(Lorenzo Torrisi)



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.