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Economia e Finanza

FINANZA/ 1. La crisi spinge gli Usa alla "guerra" con l’Europa

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Fitch ha infatti rivisto al ribasso le prospettive sul debito della Cina in valuta nazionale, oggi ad “AA-”, da “stabili” a “negative”. La decisione è stata adottata sulla scia delle preoccupazioni riguardo un potenziale, devastante incremento del credito facile capace di destabilizzare l’economia di Pechino. Strano però: il downgrade è stato deciso nonostante la Cina detenga le più grandi riserve del mondo in valute estere, pari a circa 2.800 miliardi di dollari, un fatto che la rende quasi invulnerabile agli shock esterni. Ma, sottolinea l’agenzia, «la forte crescita del credito, il rapido incremento dei prezzi immobiliari e la recente emersione di pressioni inflazionistiche hanno aumentato i rischi per la stabilità macrofinanziaria». Mah!?

Il credito facile sta subendo da mesi uno squeeze di notevole entità da parte della Banca centrale, l’inflazione è comunque sotto livello di guardia e ha ricevuto in risposta già quattro aumenti dei tassi e la bolla immobiliare è certo presente, ma al momento non si configura come rischio imminente: perché, quindi, tanta solerzia da parte di Fitch? Guerra finanziaria. Come spiegare, altrimenti, un atteggiamento da maestrino super-severo verso Pechino mentre a Washington il deficit pubblico Usa si attesta a 188 miliardi di dollari nel mese di marzo, come conferma il Tesoro?

Nella prima metà di quest’anno, il deficit pubblico complessivo è al livello record di 829 miliardi di dollari, il 16% in più rispetto ai 717 miliardi di dollari dello stesso periodo del 2010: lo ha certificato ieri anche il Fmi, cosa vogliono di più? E poi, non sarà che lo status cinese di principale detentore (insieme al Giappone) di debito Usa, abbia svegliato in Fitch istinti di avvertimento? Anche perché, ad aver voglia di fare le pulci ai conti, Fitch avrebbe molto da fare guardando nel cortile di casa.

Qualche esempio? L’Indice Ibd/Tipp sull’ottimismo economico misura il livello di fiducia del consumatore e il suo ottimismo in relazione all’economia. L’ultima rilevazione era a 43, le previsioni per l’attuale parlavano di 45 e, invece, siamo a quota 40,80. Attenzione, si tratta di un indicatore chiave, in grado di anticipare la spesa dei consumatori, che rappresenta una quota fondamentale nell’attività economica totale. E che dire della dichiarazione di Budget mensile, nota anche come Budget del Tesoro, che misura la differenza di valore tra le entrate del governo federale e di spesa nel corso di un dato mese (il reddito netto delle spese)? Ultimo dato -222,50 miliardi, previsione per l’attuale 157,50 miliardi e dato attuale a quota -188,20 miliardi: come sapete, un dato negativo segnala un deficit di bilancio, mentre un dato positivo indica un’eccedenza. Anche in questo caso, previsioni errate per eccesso.