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FINANZA/ 2. L'Italia "appalta" all'estero il Piano delle riforme

Giulio Tremonti insieme a Roberto Calderoli e Maurizio Sacconi nella conferenza stampa seguita al Consiglio dei ministri di ieri (Ansa) Giulio Tremonti insieme a Roberto Calderoli e Maurizio Sacconi nella conferenza stampa seguita al Consiglio dei ministri di ieri (Ansa)

Perché iniziare una nota sul Pnr parlando di econometria? Sinora le informazioni disponibili (anche una copia “ufficiosa” ricevuta alle 19:20) riguardano unicamente o principalmente l’aspetto macroeconomico e trattano solo sporadicamente, ove non marginalmente, di riforme. I tre documenti pubblicati intorno alle 20:00 sul sito del Ministero dell’Economia e delle Finanze confermano questa impressione: descrivono, infatti, con dovizia di elementi il quadro macroeconomico (e includono un dettagliato allegato tecnico sulle metodologie di previsioni), illustrano con altrettanta dovizia di dati le riforme già fatte (da quella previdenziale, a quella universitaria, al federalismo demaniale e via discorrendo) e le riforme in fase di attuazione. Sono, però, molto vaghi su quelle future, quelle che avrebbero dovuto dare la frustata per accelerare la crescita e portarla al 3-4% l’anno.

Le variabili del programma sono essenzialmente: a) un maggiore tasso d’investimento rispetto al passato recente; b) un miglioramento della performance sui mercati internazionali. Questa seconda variabile - è vero- è agganciata, a sua volta, a misure per allineare i salari alla produttività, far crescere quast'ultima, aumentare il tasso di attività di donne, giovane e anziani. Non viene, però, specificato (almeno per il momento) come raggiungere questi obiettivi, ciascuno dei quali richiede riforme profonde e nella regolazione del mercato del lavoro e nei comportamenti delle imprese.

Non mancano auspici ad aprire ulteriormente il mercato dei servizi e delle industrie a rete e a migliorare il contesto imprenditoriale attraverso una più marcata efficienza amministrativa, a incrementare la spesa privata in ricerca e sviluppo e ad alzare la qualità del capitale umano. Ancora una volta, le informazioni disponibili non danno alcuna specifica di quali riforme si intendono fare, né di come si pensa di farle.