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Economia e Finanza

ALITALIA/ Sardegna e Firenze le prime tappe di un’alleanza con Meridiana

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Alitalia ha fatto dei piccoli aggiustamenti strategici - come l’estensione della rete intercontinentale verso il Brasile e la Cina e il rafforzamento di un’immagine precisa per il marchio AirOne - che nelle intenzioni del management mirano, soprattutto, a consolidare la propria posizione e a cercar di capire se il pricing medio può salire leggermente su scala italiana. Possiamo quindi dire che le aspettative sono ragionevoli, perché la strategia è cautamente ragionevole. Il prezzo del petrolio sarà comunque una variabile importante da tenere sotto controllo.

Con un recente decreto legge, il governo ha autorizzato la Cassa depositi e prestiti ad acquistare partecipazioni in aziende di interesse nazionale. Secondo lei, quello del trasporto aereo potrebbe essere considerato un settore strategico?

Ormai i dati di fatto dicono di no. Mi spiego: il mercato intercontinentale è stato storicamente un presidio di vettori principalmente esteri più o meno su tutte le direttrici; sul mercato intra-Ue, da e per l’Italia, le low cost hanno una quota superiore al 50%; sul mercato domestico, al di là del fatto che su molte direttive importanti c’è alternativa dell’Alta velocità ferroviaria, le low cost hanno avuto la possibilità di incrementare ben oltre il 50% la loro quota di mercato, trovando sempre più spazio anche sulle direttrici più “sensibili” dal punto di vista sociale, come quelle verso le Isole e le zone periferiche. Considerare strategico il presidio di una quota di mercato ben al di sotto del 50% mi sembra difficile. Se si fosse ritenuto strategico questo settore, non si sarebbe lasciato così ampio spazio ai vettori stranieri.

 

(Lorenzo Torrisi)

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