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SCENARIO/ Montezemolo vs. Tremonti: quanto può crescere davvero l'Italia?

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Giulio Tremonti e Luca di Montezemolo (Foto Imagoeconomica)  Giulio Tremonti e Luca di Montezemolo (Foto Imagoeconomica)

Basti, al proposito, un esempio: non si trovano i dieci milioni necessari per finanziare il progetto Navaltex, programma di ricerca sui nuovi materiali per la nautica che coinvolge il distretto di Biella e quello della cantieristica. Casi del genere se ne trovano a centinaia scorrendo le pagine dei giornali. A dimostrazione che l’Italia resta un Paese vivo, più attrezzato di altri ad affrontare la competizione internazionale. Ma incapace di comunicare sia a se stesso che agli altri i suoi innegabili punti di forza.

Un Paese che non cresce a sufficienza perché, come dice il governatore Mario Draghi, per coniugare risanamento finanziario e crescita sarebbe necessario un aumento del Pil nell’ordine del 2% annuo, quasi doppio rispetto alle previsioni governative. Ma che, per raggiungere questo risultato, deve rimettere in moto lo sviluppo del Sud, puntando su ricerca e innovazione, possibili grazie alla manodopera intellettuale del Mezzogiorno. Un Paese dove si investe poco in R&S ma più per le dimensioni troppo ridotte delle imprese che per l’assenza della mano pubblica, spesso l’unica a sostenere il settore.

Un Paese, infine, dove troppo spesso si tifa contro e si è intolleranti alle critiche, con il risultato che gli imprenditori, da cui dipende il controllo dei grandi giornali, hanno spesso imposto un atteggiamento troppo benevolo sulle proprie imprese. Un grosso errore, come continua a ripetere il professor Fulvio Coltorti, numero uno dell’Ufficio studi di Mediobanca: senza il pungolo di una stampa libera, le aziende di casa nostra si sono illuse di esser più forti e capaci di quel che non erano.

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