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Economia e Finanza

SCENARIO/ 2. Ecco il nuovo centrodestra "tedesco" targato Tremonti

Giulio Tremonti (Foto Imagoeconomica)Giulio Tremonti (Foto Imagoeconomica)

Il cambiamento di paradigma ideale e politico è evidente scorrendo i documenti di stabilità e sviluppo previsti dalla nuova sessione europea di bilancio e approvati mercoledì 13 aprile dal consiglio dei ministri, ovvero il Def (Documento economia e finanza) e il Pnr (Programma nazionale di riforma). L’enfasi di stampo reaganian-thatcheriana del centrodestra primigenio sui tagli fiscali come fattore propulsivo di crescita, su liberalizzazioni e privatizzazioni per rendere il sistema economico più aperto e competitivo hanno da tempo lasciato spazio a un pragmatismo tutto tremontiano.

È un pragmatismo che nel controllo dei conti pubblici assorbe e non contrasta i principi, incarnati in Italia dai governi Ciampi e Amato, e da ministri dell’Economia come Tommaso Padoa-Schioppa, secondo cui il rigore dei conti pubblici per uno Stato indebitato come l’Italia sono una priorità. Per questo nel Def e nel Pnr non c’è alcuna concessione all’idea che politiche economiche in deficit siano compatibili con lo stato delle finanze pubbliche. Per questo anche la riforma fiscale indicata nel Pnr deve avere una “neutralità finanziaria”: ovvero gli eventuali tagli tributari devono essere compensati da un aumento di altre entrate o da tagli alla spesa.

Nei documenti che il Governo invierà alla Commissione di Bruxelles dopo il vaglio del Parlamento non mancano riferimenti a politiche che aumentano la competitività del Paese e delle imprese. Ma non c’è alcuna concessione a impostazioni liberiste che pongono al centro il ruolo delle liberalizzazioni e delle privatizzazioni. È un riformismo graduale, pragmatico e quindi poco costruttivistico o rivoluzionario quello che connota sempre più la simbiosi tra Pdl e Lega che ha il suo ispiratore, collante e protagonista in Tremonti.

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