BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

FIAT/ Airaudo (Fiom): Marchionne ha fallito, non siamo noi il suo "problema"

Pubblicazione:martedì 19 aprile 2011 - Ultimo aggiornamento:martedì 19 aprile 2011, 9.25

Foto Ansa Foto Ansa

Considerando che si tratta di una causa ordinaria e che il Tribunale di Torino è abbastanza veloce, prevediamo che ci possano volere 5-6 mesi. Probabilmente la prima udienza potrebbe essere già prima dell’estate, anche se questo dipenderà dalla mole di lavoro del Tribunale.

È possibile ora, dopo il deposito del ricorso, cercare ancora un accordo con Fiat? Cosa dovrebbe fare l’azienda per convincervi a un passo indietro?

In tutti i Tribunali si chiede alle parti se sono in grado di giungere a una mediazione. C’è, però, un problema molto semplice: Fiat ha prodotto da ormai un anno un’azione che doveva portare innovazioni e ottenere il consenso dei lavoratori. Il risultato a oggi è che ha creato più disaccordi che accordi, più divisioni che unità tra i sindacati, ha spaccato un’associazione imprenditoriale e, soprattutto, ha diviso i lavoratori. Non si può non tener conto di una parte importante di lavoratori del gruppo Fiat che, ovunque ha avuto la possibilità di esprimersi, per quanto in condizioni di opinioni non liberissime (come nel caso dei referendum di Pomigliano e Mirafiori), è andata ben oltre la rappresentanza della Fiom. La Fiat non ha quindi un problema con la Fiom, ma con la maggioranza dei propri lavoratori, che considera troppo onerose le condizioni che vengono poste, perché possono peggiorare le condizioni di lavoro e separare il lavoro dai diritti.

La scorsa settimana siete andati dai lavoratori di Pomigliano per spiegare questa vostra decisione. Qual è stata la loro reazione?

Molto positiva. Siamo andati a informare i lavoratori, perché gli avevamo detto che saremmo potuti arrivare a una causa. D’altronde la Fiom in tutti gli stabilimenti ha sempre detto che questa strada non poteva essere affrontata dai lavoratori, cui abbiamo chiesto di fare quello che è nelle loro possibilità, non di essere dei “kamikaze”. I lavoratori sono persone che ogni mattina si alzano per portare a casa la pagnotta e lo vogliono fare tenendo insieme il lavoro e i diritti. Non è giusto chiedergli di scegliere tra l’uno e gli altri. Ed è per questo che abbiamo sempre detto che il sindacato si assume la sua responsabilità.

Domani (oggi, ndr) ci sarà un importante incontro per il futuro dello stabilimento ex Bertone di Grugliasco. Cosa vi aspettate da questo tavolo? Se non arriverà l’investimento della Fiat, condizionato all’accettazione del contratto già siglato per Mirafiori e Pomigliano, che ne sarà di quei circa 1100 lavoratori?

Come ogni incontro, anche quello di domani va considerato come un fatto positivo. Si tratta poi della prima volta in cui saranno presenti tutti i segretari confederali e tutti i segretari dei metalmeccanici e ci auguriamo che possa essere utile. La Fiat, però, non può scappare dalle sue responsabilità: ha rilevato lo stabilimento della Bertone in piena crisi e intende utilizzarlo per fare delle auto speciali. I lavoratori le vogliono fare e sono disponibili a fare i conti con la flessibilità nei turni, ma non si capisce come si possa far pagare loro un problema di assenteismo, visto che da 6 anni (8 in termini discontinui) non lavorano, e non si capisce qual è il problema di governabilità di cui parla Fiat nel caso di Grugliasco. In ogni caso, la Rsu della ex Bertone ha detto che se ci sarà un’ipotesi di accordo lei lo porterà in votazione e i lavoratori potranno decidere cosa fare.

A Melfi, invece, la maggioranza dei vostri delegati era pronta a firmare l’accordo sull’adozione del sistema Ergo-Uas per l’organizzazione del lavoro, ma la decisione è stata poi sospesa. Ci sono dei dissidi al vostro interno?


< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >