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Economia e Finanza

FINANZA/ La grande "truffa" dietro la crisi degli Usa

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Detto fatto, la Fed ha cominciato a vendere tonnellate e tonnellate di opzioni per allinearsi correttamente alle aspettative dei mercati, ad esempio nel marzo del 2004. Peccato che nello statuto della Fed ci sia scritto che «l’istituto storicamente non è mai stato impegnato in transazioni sui derivati». Insomma, la Fed ha dato e sta dando vita a una “frode” basata su una clamorosa bugia. Alla luce di tutto questo, vi chiedete ancora perché, nonostante l’Europa sembri sempre più una bomba a orologeria pronta a esplodere sul suo debito, il dollaro non riesca a riprendere vigore, oro e argento sfondino record ogni giorno, la Cina (come si vede nel grafico in fondo) continui a vendere, per il quarto mese di fila, debito Usa (seppur in punta di piedi, la diplomazia ha le sue regole anche nelle guerre economico-commerciali), S&P’s dia vita al primo downgrade politico dell’era moderna, Pimco scarichi gli assets Usa e Tim Geithner sia così preoccupato dalla necessità di piazzare 1,5 trilioni di T-Bills? Ecco il frutto del monetarismo espansivo delle banche centrali e del capitalismo statalista di governi e regolatori. L’America sta fallendo: prepariamoci a una bella guerra e a un cambio di leadership in tempi brevi.

 

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COMMENTI
24/04/2011 - "Nel lungo periodo saremo tutti morti!" (Silvano Rucci)

Nei modelli macroeconomici, come quello degli USA e dell’EUROPA, nel lungo periodo avviene la piena mobilità dei capitali finanziari ed inoltre avviene la piena mobilità di questi capitali tra le Nazioni. Però è famosa l'affermazione di John Maynard Keynes che ha detto "Nel lungo periodo saremo tutti morti".

 
20/04/2011 - Maria aveva capito tutto (Vittorio Cionini)

Ero un ragazzo (oggi ho più di settant'anni) quando Maria, una domestica molto intelligente ma analfabeta, se uscì con la frase "Non capisco perchè dicono che lo stato non ha soldi. Ma non li stampa lui?". Tutti ridemmo senza renderci conto che per casa girava un genio della finanza. Vittorio Cionini

 
19/04/2011 - la crisi del tesoro americano (antonio petrina)

Dopo la sentenza di assoluzione delle banche sul caso parmalat ogni "grida" agli istituti bancari che hanno effettuato false comunicazioni , rimangono vox clamans in deserto e non sono penalmente rilevanti : i clienti sono avvertiti . Ma per i debiti sovrani, gli stati possono ,anzi devono,comportarsi diversamente , per cui sarà la ristrutturazione del debito di alcuni paesi europei una lezione oltreoceano ?

 
19/04/2011 - Sempre bravo. (J B)

Di bene in meglio. Negli ultimi articoli noto con piacere è in un "crescendo rossiniano", caro Bottarelli. Se penso a tutti quei Phd cervelloni alla Fed con Iq superiori alla media... mi fanno quasi tenerezza. Hanno un lavoro inutile che crea solo danni al libero mercato e non si rendono conto (o forse si) di come le loro intromissioni distorsive nel libero mercato creino il ciclo di boom e bust che puntualmente viviamo. Chissà se qualcuno di loro la notte prima di coricarsi, magari leggendo di nascosto Gary North, si chiede se forse sarebbe meglio le banche centrali non esistessero. Secondo me no. Ma non si sa mai... Ad ogni modo, Obama o no, personalmente non credo i repubblicani possano fare la differenza. Per ora mi pare solo Ron Paul conosca bene le dinamiche economiche che potrebbero fare la differenza.