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QUALCOSA DI SINISTRA/ Chi ha visto la globalizzazione sbarcata a Lampedusa?

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Certo, resta il problema di tutti i nostri giovani che non vogliono più fare quei mestieri gettonati dagli immigrati, ma neanche riescono più a trovare i mestiere che amerebbero fare. Ed è su questa cerniera critica - una guerra fra poveri, da una parte i migranti disposti a tutto e dall’altra i figli del benessere diventati schifiltosi - che la sinistra di tutto l’Occidente è stata clamorosamente latitante. Non ha capito né il valore socialmente rivoluzionario della globalizzazione, né il contenuto conservatore del movimento no-global, che ha in parte cavalcato speculativamente e in parte osservato inebetita.

La globalizzazione è stata quel fenomeno che ha permesso agli operai cinesi di accedere, dopo decenni di schiavitù para-feudale, a una prima embrionale fase di contrattazione sindacale; e ai braccianti africani, o alle badanti slave, di vedersi per la prima volta riconoscere in alcuni Paesi di approdo, qualche abbozzo di diritti civili. Poca roba, certo, ma pur sempre un inizio: come per gli italiani negli anni Dieci e Venti in America, che approdavano agli scantinati di Brooklyn come a una terra promessa, visto che almeno lì non trovavano soltanto topi ma anche una lampadina elettrica e, a volte, l’acqua corrente, abituati com’erano invece a dormire nei fienili del nostro Sud.

Cosa avrebbe dovuto e potuto fare la sinistra, e non ha fatto né tentato: avrebbe potuto dosare la globalizzazione nei suoi effetti sociali, cercando di gestire - dov’era al Governo - questa permeabilità completa di livelli di vita tra Paesi ricchi e Paesi poveri che ha scatenato la guerra sociale in corso. Dosando l’apertura dei mercati in funzione dell’aumento dei costi e dei diritti civili nei Paesi di nuova industrializzazione: per evitare, ad esempio, che in Cina il lavoro costasse anche trenta volte meno che in Europa o negli Usa. Avrebbe potuto e dovuto non certo eliminare, ma attenuare e graduare nel tempo gli effetti spontanei della globalizzazione. Ma non l’ha capita o forse l’ha capita e non ha saputo gestirla. Mancando a un altro appuntamento con la storia. Uno in più.