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Economia e Finanza

FINANZA/ I prestiti "truccati" che possono far crollare i mercati

Negli Stati Uniti ci sono tutte le condizioni perché il fenomeno del margin debt, spiega MAURO BOTTARELLI, possa anche portare a un effetto domino al ribasso sui titoli di borsa

Foto ImagoeconomicaFoto Imagoeconomica

Il nuovo mantra del mondo economico-finanziario, soprattutto a livello politico e di regolatori, è il pericolo rappresentato dall’inflazione. In America, in Cina, nell’Europa del debito: dove prima era la recessione, ora è l’inflazione a mettere paura. Ne sono pieni i giornali, i siti, i blog, le dotte disquisizioni alla Bce come a Bretton Woods.

Ma che cosa è l’inflazione? L’aumento dei prezzi, direte voi. Ecco invece la definizione tramandataci da Ludwig Von Mises: «Inflazione significa aumento della quantità di denaro e banconote in circolazione e della quantità di depositi bancari soggetti a controllo». Insomma, perché ci sia inflazione non basta che il denaro venga artificialmente creato come accade, è necessario che il denaro circoli: non vi ricorda la Fed e i suoi due cicli di quantitative easing?

Von Mises, poi, ci ricorda che l’inflazione dipende anche dall’aumento o diminuzione di tutti i depositi bancari soggetti a controllo, ovvero della quantità di capitale di vigilanza in possesso delle banche su cui le stesse possono costruire la riserva frazionaria per mettere in circolazione altro denaro. Ecco la base del primo cortocircuito in atto: una banca può prestare denaro creandolo letteralmente dal nulla, a patto che venga mantenuta una certa proporzione con il denaro depositato e il patrimonio della banca stessa. Il denaro, insomma, genera altro denaro come un ciclostile!

A conferma di questa logica, esiste una correlazione inquietante fra gli acquisti di T-Bonds (le obbligazioni del Tesoro Usa) da parte della Fed e l’indice Crb che misura i prezzi delle materie prime, visto che dati alla mano è acclarato che più la Fed stampa dollari e li inietta a forza nel mercato (nemmeno le oche per il foie gras vengono ingozzate così), più cresce il prezzo delle materie prime.