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SOS TREMONTI/ Di Vico: basta parole, così va fatta la riforma fiscale

Pubblicazione:giovedì 21 aprile 2011

Giulio Tremonti (Foto Imagoeconomica) Giulio Tremonti (Foto Imagoeconomica)

Hanno bisogno che in qualche maniera siano chiare le formule per l’aggregazione: va esplicitata la politica per le aggregazioni di imprese, che ancora è troppo timida. Secondo me, dovrebbe essere anche questo un obiettivo importante in un programma di riforme.

Ben venga allora l’agevolazione fiscale introdotta dal Governo sui contratti di rete.

Certo, ma più in generale andrebbero riviste le condizioni delle aggregazioni. Le reti di imprese sono lo strumento più facile e allo stesso tempo più conosciuto, per ora. Però, vanno studiate tante altre ipotesi. Per esempio, anche il sistema bancario potrebbe cominciare a fare dei ragionamenti su questo tema.

Resta il fatto che bisogna aumentare la crescita. Ieri, il Presidente dell’Istat ha spiegato che quella del 2011 non sarà sufficiente per riassorbire abbastanza disoccupati e consolidare i conti pubblici.

Al momento si prevede una crescita del Pil intorno all’1,1% per quest’anno e Draghi ha detto che bisogna arrivare almeno al 2% per non avere problemi con i conti pubblici. Nessuno ha però chiaro come poter creare lo 0,9% che manca. Si tratta di arrivare quasi a raddoppiare la crescita e non ho capito che ricetta ha in mente il ministro Tremonti. Al momento, poi, non ce n’è nessuna che si affermi in modo particolare: occorre quindi continuare a cercarne.

 

(Lorenzo Torrisi)



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