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FINANZA/ 2. La mossa cinese che può affossare gli Usa

La Banca centrale cinese ha fatto capire di essere pronta a tagliare le sue riserve in dollari. Una mossa, spiega MAURO BOTTARELLI, che può essere fatale per gli Usa

Barack Obama e Ben Bernanke (Foto Ansa) Barack Obama e Ben Bernanke (Foto Ansa)

Citando Robert Altman, America oggi. Gli Stati Uniti non hanno mai fatto default sul loro debito e sia i Democratici che i Repubblicani continuano a ripetersi e ripeterci che non vogliono che questo accada ora. Peccato che il livello di acrimonia e divisione che corre tra i due partiti riguardo le misure per colmare il deficit ha reso ponderabile ciò che fino a poco fa era addirittura impensabile.

Il governo Usa, oggi, prende a prestito circa 42 centesimi di ogni dollaro che spende, ma provate a immaginare se un giorno non troppo lontano, il livello di prestito schizzasse contro il livello corrente di limite di debito, ovvero 14,3 trilioni di dollari e il Congresso non riuscisse ad alzare quest’ultimo. Il danno che creerebbe questa situazione non solo contagerebbe l’intera economia Usa, ma anche i mercati globali. A quel punto un default arriverebbe se il governo fallisse nell’ottemperare ai doveri di un’obbligazione finanziaria, incluso il ripagare un prestito o l’interesse su quel prestito.

Come il governo ottiene prestiti è cosa nota: vendendo bond a individui e governi con la promessa di ripagare un ammontare dell’obbligazione in un determinato periodo di tempo e accettando di pagare interessi regolari su quel bond nel frattempo. Tra i primi a pagare il conto a un’ipotesi simile, ovvero all’incapacità di ottemperare a impegni finanziari da parte del governo Usa, ci sarebbero i fondi money-market che detengono securities statunitensi, banche che comprano i bonds direttamente dalla Fed per poi rivenderli ai consumatori, inclusi fondi mutuali e pensionistici e la comunità di investitori internazionali, i quali detengono quasi la metà di tutte le securities del Treasury.

Se gli Usa cominceranno a non pagare interessi o cedole, i detentori di obbligazioni (ovvero chi presta soldi agli Usa) chiederanno tassi d’interesse sempre più alti sui nuovi bonds emessi, esattamente come accade per la Grecia, l’Irlanda e il Portogallo: e, come vi ho già detto, quest’anno il buon Tim Geithner vuole piazzare T-Bil per 1,5 trilioni di dollari. A un certo punto, quindi, il governo dovrebbe tagliare drasticamente la spesa in altri settori per garantirsi fondi per riuscire a emettere e allocare nuovi T-Bills e bonds alle peggiori condizioni imposte dai mercati: detto fatto, questa contrazione colpirà i pagamenti dei contractors federali, la sicurezza sociale e altri pagamenti di benefit governativi, ad esempio gli stipendi dei lavoratori federali.