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FINANZA/ 2. La mossa cinese che può affossare gli Usa

Pubblicazione:martedì 26 aprile 2011

Barack Obama e Ben Bernanke (Foto Ansa) Barack Obama e Ben Bernanke (Foto Ansa)

Infatti, la rivalutazione dello yuan è un passo chiave per ogni decisione strategica rispetto all’esposizione US FX, ovvero monetaria in dollari intesa come equazione “acquisto di bond/intenzioni di vendita”. A quel punto, tutti gli americani che premono per una rivalutazione dello yuan, potrebbero voler considerare che questa operazione potrebbe garantire loro solo un’iperinflazione certa, visto che la Fed nel frattempo sarà rimasto l’unico compratore di debito Usa. Sembra fantapolitica - o, almeno, lo sembrava fino al 2007 - invece è uno scenario tutt’altro che folle: l’America è a un bivio storico, più che dopo il 1929, più che dopo la Seconda Guerra mondiale, più che dopo l’11 settembre 2001.

Sicuri che Barack Obama sia l’uomo giusto per gestire una passaggio epocale simile? Oppure le élite che lo hanno fatto eleggere presidente dal nulla avevano in mente proprio questo scenario rivoluzionario e avevano bisogno di un intoccabile (nero, giovane e democratico) per metterlo in pratica quasi senza che gli americani se ne accorgessero? Il tempo, come sempre, sarà galantuomo e ci fornirà la risposta.

Difficilmente Washington accetterà che il suo destino venga deciso dalla Cina, ma anche a Pechino sono stanchi della dittatura mondiale statunitense e hanno messo in pratica le lezioni di Sun Tzu prima e Qiao Liang dopo: i mercati, meglio degli eserciti, possono distruggere un avversario. Altrimenti, secondo voi, perché sarebbero diventati negli anni di crescita record, il principale detentore di debito Usa? Solo per interesse? Coi T-Bills?

Per Domani, al termine della riunione del Fomc, il comitato della Fed per gli affari monetari, Ben Bernanke ha annunciato una conferenza stampa senza precedenti in cui si parlerà anche di politica, non solo di tassi. Staremo a sentire cosa avrà da dire: a mio avviso, utilizzando altre parole e altri termini, annuncerà che la liquidità non potrà essere tolta dal mercato da un giorno con l’altro, aprendo di fatto la strada a un prolungamento del quantitative easing 2 o alla preparazione della terza ondata. Una cosa è certa: dalle parole di Ben Bernanke capiremo quale sarà il destino di Barack Obama. E già questo non è poco.

Ieri, su ZeroHedge, uno dei blog finanziari più influenti e informati, il fondatore e direttore, Tyler Durden (pseudonimo mutuato dal personaggio interpretato da Brad Pitt in “Fight Club”), avvertiva con un post che «la missione del prossimo presidente americano sarà quella di dire alla nazione che l’era dell’America è finita». Più chiaro di così.


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