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IL CASO/ Ecco perchè l'auto elettrica deve funzionare

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La Deloran, celebre auto del film "Ritorno al futuro", in versione elettrica (Foto Ansa)  La Deloran, celebre auto del film "Ritorno al futuro", in versione elettrica (Foto Ansa)

Quando si parla di auto elettrica, le prime immagini che vengono alla mente sono quelle della pubblicità: una città immersa nel verde, nelle quali dall’asfalto nascono fiori, con le famiglie e bambini che passeggiano per la strada sorridendo e respirando a pieni polmoni. Un idillio tra mobilità e natura che dice poco sulle reali motivazioni per le quali un po’ tutte le case automobilistiche del mondo stanno investendo su questa tecnologia.

La lotta all’inquinamento dell’aria, la cosiddetta responsabilità sociale e la supposta vocazione ambientalista dell’impresa contano poco e quel poco che contano valgono solo per i ritorni in termini di immagine che possono essere spesi per promuovere le vendite. L’industria automobilistica è tra la più assistita dai governi in tutto il mondo, non solo in Italia, e il suo impegno sul terreno della mobilità a zero emissioni è soprattutto il risultato di una necessità strategica e delle normative europee che finora hanno fruttato uno pioggia benefica di incentivi alle vendite, ma che rischiano in futuro di provocare soltanto dei buchi nei bilanci delle case costruttrici.

Una norma della Commissione europea prevede, infatti, che dal 2020 la media delle emissioni di CO2 di tutte le auto vendute da ogni singolo gruppo automobilistico non possa superare il limite 95 grammi al chilometro. Un numero che non dice niente ai non addetti ai lavori, ma che fa tremare i polsi ai piani alti delle case automobilistiche.

Le emissioni di CO2 sono proporzionali ai consumi di carburante e quindi l’unico modo per diminuirle è quello di ridurre i consumi di benzina. I 95 grammi al chilometro significano produrre auto che in media percorrano 25 chilometri con un litro di carburante. Altrimenti le sanzioni saranno pesantissime: per un grammo in più di CO2 si pagherà cinque euro per ogni macchina venduta, per due grammi 15 euro, per tre grammi 25, mentre dal quarto in poi saranno 95 euro.

Per fare un esempio, se un costruttore come Volkswagen, che vende 3 milioni di veicoli in Europa, riuscisse ad arrivare oggi a una media di emissioni dei veicoli venduti di 100 grammi al chilometro verrebbe considerata una cosa straordinaria. Nel 2020 questo stesso dato gli costerebbe circa 700 milioni di euro di sanzioni.



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COMMENTI
28/04/2011 - Auto elettrica (Adriano Sala)

L'auto elettrica non ha futuro. Finché il tempo di ricarica delle batterie sarà superiore ( e di molto) al tempo di utilizzo non ci sarà concorrenza con le auto a combustione interna. Meglio la soluzione ibrida, che consente l'utilizzo anche sulle lunghe distanze. Quanto ai limiti di emissione, non possiamo pretendere che i politici capiscano i problemi di cui si occupano ...