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ITALIA-FRANCIA/ Dopo la "sconfitta" su Parmalat a che serve un fondo strategico?

Pubblicazione:giovedì 28 aprile 2011

Foto Ansa Foto Ansa

Le più vaste polemiche politiche ed economiche dei giorni scorsi hanno fatto sì che la creazione di un “fondo strategico” per le imprese sia stata dibattuta unicamente tra pochi specialisti. Si tratta, invece, di un tema importante, dei cui precedenti molti tra coloro scesi in campo sembrano essersi dimenticati. Dai precedenti del “fondo”, e dalle sue potenzialità, si deduce che esso prescinde dal suo eventuale impiego nella questione immediata di politica industriale nell’agroalimentare relativa al futuro della Parmalat. Anzi, ove si fosse pensato di utilizzare il fondo strategico per l’operazione Parmalat, essa avrebbe dovuto avere forti caratteristiche innovative di organizzazione e processo, risultanti in un aumento della produttività.

Verosimilmente pensando alla vicenda Parmalat-Lactalis, l’economista, ed ex Commissario Consob, Salvatore Bragantini è andato lancia in resta contro il progetto, affermando che si tratta di una mera misura protezionista per impedire l’ennesima scalata francese nei confronti di aziende italiane (quella che ha come protagoniste Parmalat e Lactalis); a suo parere, il fondo rischia di «essere peggiore del male che vuole curare», in quanto scoraggerebbe gli investimenti italiani, rischiando di dar vita a una pericolosa commistione tra politica e imprese.

Non è chiaro quale è il punto di vista di Confindustria. Oppure se ne ha uno. Nel contempo, lo scorso 12 aprile è stato modificato lo statuto della Cassa depositi e prestiti, Cdp (che è una società per azioni controllata al 70% dal ministero dell’Economia, mentre il restante 30% è in mano a 66 fondazioni bancarie). Ora l’istituto può acquisire partecipazioni rilevanti in società di interesse nazionale, in applicazione al decreto anti-scalate, approvato a fine marzo dal Consiglio dei Ministri.

Il fondo italiano è simile al Fonds stratégique d’investissement francese, nonostante ci siano alcune differenze di rilievo: mentre nello statuto della Cdp si parla di generiche “società di interesse nazionale”, nell’analogo ente francese sono definiti con molta chiarezza i settori economici considerati strategici; inoltre, in quello francese si precisa che deve trattarsi di partecipazioni “minoritarie”, mentre in quello italiano si parla di “partecipazioni rilevanti”.

Sono differenze meno importanti di quel che possa sembrare a una lettura superficiale: l’individuazione dei comparti “strategici” è, nella formulazione italiana, rinviata a deliberazioni successive; “partecipazione rilevante” non vuole necessariamente dire “maggioritaria” e, d’altro canto, spesso partecipazioni “minoritarie” non solo “rilevanti”, ma “determinanti” - veri e propri azionisti-chiave di riferimento.

Per comprendere la logica del Fonds stratégique d’Oltralpe occorre fare un passo indietro. Nel dicembre 2004, la Francia ha proposto formalmente in sede Ue la creazione di un’Agenzia europea per l’innovazione industriale, in partnership tra pubblico e privato, in seguito al “Rapport Beffa", dal nome del Presidente della St. Gobain, Jean-Louis Beffa, a cui il Presidente Chirac aveva affidato l’incarico di proporre nuove linee di politica industriale. Ricordiamoci che allora l’Ue era alle prese con una “strategia di Lisbona” per diventare l’area economica più dinamica della comunità internazionale entro il 2010; c’era già grande consapevolezza che la strategia arrancava, anche se nessuno prevedeva la crisi che si sarebbe scatenata a metà 2007.


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COMMENTI
28/04/2011 - LA STORIA INSEGNA.... (Guido Gazzoli)

1991.....i lavortaori dell'AIR FRANCE bloccano per 15 giorni il traffico aereo..in pratica isolano il Paese .La stampa , dapprima all'arrembaggio contro la manovra ( che oltretutto ebbe dei connotati molto violenti con distruzioni varie ) d'un tratto si mise a intervistare i lavoratori ( invece dei passeggeri come da noi...) e saltarono fuori delle cosette che costrinsero il Governo di allora afar fuori TUTTO il management e a mettere in opera una ristrutturazione sopratutto strategica ( 4000 prepensionamenti su 108000 dipendenti sono un granello di sabbia) che portò la Compagnia d'oltralpe a diventare la maggiore del mondo. Invece di imparare la lezione qui in Italia abbiamo fatto esattamente il contrario , snaturando le Imprese al massimo per poi erigere delle ridicole barricate o manovre totalemnte fraudolente ( vedi AZ). D'altronde se abbiamo fatto fuori Mattei si capisce benissimo che razza di "Paese" siamo... baciamo le mani Guido Gazzoli