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ITALIA-FRANCIA/ Dopo la "sconfitta" su Parmalat a che serve un fondo strategico?

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Dalla lettura del documento si traeva l’impressione che la Commissione europea pensasse che si potesse formulare e attuare una politica industriale (“nuova” o “vecchia” che sia) e che si potessero creare le condizioni adatte a fare prosperare l’industria manifatturiera senza tenere conto del sistema finanziario del continente. Naturalmente non c’era neanche un cenno alla proposta Agenzia per l’innovazione concentrata su pochi grandi progetti e co-finanziata dal settore pubblico e da quello privato.

Dopo nove mesi di lavoro, la montagna aveva partorito un topolino che, per di più, era nato con le fattezze grinzose di un vecchietto. Il testo era anche denso di trappole specialmente nei confronti di Paesi (e l’Italia ne è uno) la cui industria manifatturiera accusa ritardo tecnologico e organizzativo ed è in gran misura composta di piccole e medie aziende, costrette a raggrupparsi e consorziarsi a fronte dell’accresciuta concorrenza internazionale. In effetti, il testo annunciava un rigore maggiore del passato in materia di aiuti di Stato o di interventi pubblici per ridurre la perdita di posti di lavoro in seguito a ristrutturazioni aziendali.

Di fronte a questo atteggiamento della Commissione europea, il Rapport Beffa non poteva non restare nel limbo delle buone intenzioni non realizzate. La Francia si organizzò per conto suo con il Fonds stratégique. Perché ricordare ora questa vicenda? Ridurre il “fondo strategico” a un mero marchingegno anti-Opa vuol dire non comprendere le “nuove” politiche industriali che si stanno sviluppando in varie parti del mondo e di cui il Rapport Beffa era un frutto significativo.

Senza dubbio, piccoli “fondi” nazionali possono fare poco in un contesto di forte integrazione economica internazionale. Non dobbiamo dimenticare che la Cassa depositi e prestiti è alleata con la francese Caisse de depôts et consignations e istituti analoghi nel Long term investors club (Ltic), il quale può essere il grimaldello per il fondo europeo che non venne creato nel 2005.

Anche la Commissione europea è cambiata e diventata più lungimirante. Il “fondo strategico”, quindi, è una scommessa che merita essere fatta.

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COMMENTI
28/04/2011 - LA STORIA INSEGNA.... (Guido Gazzoli)

1991.....i lavortaori dell'AIR FRANCE bloccano per 15 giorni il traffico aereo..in pratica isolano il Paese .La stampa , dapprima all'arrembaggio contro la manovra ( che oltretutto ebbe dei connotati molto violenti con distruzioni varie ) d'un tratto si mise a intervistare i lavoratori ( invece dei passeggeri come da noi...) e saltarono fuori delle cosette che costrinsero il Governo di allora afar fuori TUTTO il management e a mettere in opera una ristrutturazione sopratutto strategica ( 4000 prepensionamenti su 108000 dipendenti sono un granello di sabbia) che portò la Compagnia d'oltralpe a diventare la maggiore del mondo. Invece di imparare la lezione qui in Italia abbiamo fatto esattamente il contrario , snaturando le Imprese al massimo per poi erigere delle ridicole barricate o manovre totalemnte fraudolente ( vedi AZ). D'altronde se abbiamo fatto fuori Mattei si capisce benissimo che razza di "Paese" siamo... baciamo le mani Guido Gazzoli