BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Economia e Finanza

SCENARIO/ 2. Così Europa e dollaro azzoppano le imprese italiane

Il ministro Brunetta ha annunciato una “frustata antiregolatoria” per aiutare le imprese. Ma, spiega UGO BERTONE, c'è bisogno di ben altro per sperare in una ripresa

Foto ImagoeconomicaFoto Imagoeconomica

Non prendiamoci in giro: non solo non ci sono quattrini in cassa, ma, visti i chiari di luna che corrono sui cieli d'Europa, parlare di tagli delle tasse o di incentivi alla ripresa avrebbe il sapore del suicidio. Perciò, tanto per non limitarci ad aspettare che la tempesta passi (se mai passerà), proviamo a concentrarci sulle riforme che non costano. Ma che non per questo sono più facili.

È questo il messaggio lanciato da Renato Brunetta, ministro della Pubblica Amministrazione e dell'Innovazione, che ha svelato le linee guida del provvedimento sullo sviluppo che verrà presentato al Consiglio dei ministri nei primi giorni di maggio. Sarà “una frustata antiregolatoria” che, promette il ministro, non comprometterà la tensione sulla riforma fiscale cui lavora il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, in questi giorni più sotto il tiro dei colleghi di governo che non dell'opposizione.

In particolare, il provvedimento fornirà, chissà come, “un filtro semplificatorio per le norme che verranno, estensione deregolamentatrice a regioni e authority, meno burocrazia per le imprese sulla privacy, meno scartoffie documentali per le aziende virtuose sulla sicurezza del lavoro”. Infine, una vera rivoluzione, a prima vista contraddittoria: “il controllo amico”, fatto in maniera da “recar la minor turbativa possibile all'attività dell'imprenditore”.

Che dire? I propositi sono senz'altro virtuosi. Ma ci vorrà ben di più di un decreto legge perché le fiamme gialle dell'Agenzia delle Entrate effettuino un “controllo amico”. Ovvero che si individuino le “aziende virtuose” sulla sicurezza del lavoro, per non parlare dei confini tra burocrazia e “controllo amico” a proposito della privacy. Per carità, bando alle facili ironie. Si sa che, tra inefficienze, ritardi e duplicazioni burocratiche, va in fumo più di un punto percentuale di Pil. Ben venga, perciò, l'avvio di un'intesa più volte tentata nella storia unitaria (basti citare la legge Bassanini). Quasi mai con successo. Ma non facciamoci illusioni.