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FINANZA/ 2. Sarkozy festeggia e l’Italia fa un’altra "figuraccia" mondiale

Pubblicazione:martedì 5 aprile 2011

Nicolas Sarkozy durante il seminario di Nanchino (Foto Ansa) Nicolas Sarkozy durante il seminario di Nanchino (Foto Ansa)

In Italia si è consapevoli che a Nachino si è fatto un passo importante verso la riforma del sistema monetario internazionale, ma si è anche coscienti che si è rimasti fuori dalla “stanza giusta”- quella dove si negoziava l’intesa. Scatta, quindi, quella che chiamerei “la sindrome del Plaza”, dal nome dell’“accordo del Plaza” del 22 settembre 1985 sul riassetto dei cambi concluso tra i cinque “grandi” (Francia, Germania, Giappone, Gran Bretagna e Stati Uniti) in un albergo di New York, lasciando l’Italia (che pur dal 1975 aveva partecipato a tutti i supervertici della serie iniziata nel Castello di Rambouillet) fuori dalla porta, senza neanche informarla che ci fosse un appuntamento tra gli altri.

Ma cosa si è deciso a Nanchino? Non è stato redatto un nuovo trattato - non ce ne è esigenza, sotto il profilo formale -, ma su proposta francese (Parigi presiede questa tornata del G20), con il supporto degli Usa, della Germania, della Gran Bretagna e dei Bric (la stampa estera non dice se l’Italia abbia avuto una parte), è stato deciso che lo yuan o renminbi (ossia la moneta cinese) sarebbe entrata nel paniere (per ora composto da dollaro Usa, euro, yen e sterlina) sottostante i “diritti speciali di prelievo” (la moneta scritturale, ossia utilizzabile unicamente per le scritture contabili, che viene emessa dal Fondo monetario internazionale per fare fronte a crisi di liquidità). Una decisione apparentemente tecnica, ma carica di contenuto politico come le Colt dei cow boys del Far West.


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COMMENTI
05/04/2011 - questione di metodo (francesco taddei)

il peso geopolitico non si conquista con il "prego si accomodi, servo vostro" che a noi italiani piace tanto. il peso politico della francia ha inizio con De Gaulle ed è stato consolidato anno dopo anno da almeno cinquant'anni. cominciamo oggi ad essere seri e produttivi, facciamo "sistema" e tra sessant'anni conteremo qualcosa. ho paura che difettiamo di personalità, strumenti, formazione e ambizione.

 
05/04/2011 - tanto fumo (Alessandro d'Alessandro)

Che l'Italia non abbia un grande peso geopolitico è noto: tuttavia, non credo che gli esiti del G20 siano così eclatanti, se si considera che la rivalutazione dello yuan ed il suo incardinamento in un sistema monetario omogeneo è di là da venire. Mi pare, insomma, che si sia voluto - in Francia e sui giornali economici occidentali - dare gran risalto a quella che per ora è solo una speranza, e nient'affatto un preciso obbligo della Cina.Il dragone agirà infatti come ha fatto sino ad ora, e cioè tenendo in conto esclusivamente i suoi interessi.