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Economia e Finanza

FINANZA/ E ora sono gli Usa a temere il crac, altro che Portogallo

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Insomma, l’Europa e l’euro stanno ancora in piedi soltanto perché gli Usa sono messi molto peggio: è un patto di mutua assistenza tra due malati terminali che però non pare destinato a poter durare in eterno. Vedremo se oggi la Bce deciderà davvero di alzare i tassi di interesse, come ha fatto per l’ennesima volta la Cina spaventata dall’inflazione galoppante e come reagiranno i mercati: una cosa però è certa, fin d’ora. L’ondata di crisi incubata dal disastro giapponese sta per spandersi a livello globale: molte fabbriche chiave, specie per le industrie automobilistiche ed elettroniche, sono ancora chiuse e la Toyota ha avvisato i sindacati Usa che tra una settimana potrebbero restare senza lavoro 25mila operai americani per mancanza di componenti da montare sulle macchine prodotte negli States.

Vuoi vedere che, tra crisi strutturale degli Usa e nuova tensione importata dal Giappone, anche i sogni di gloria di Sergio Marchionne e soci potrebbero andare a scontrarsi contro la volontà di sopravvivenza degli Usa e gli accidenti del mercato? Attenzione, poi, al Messico: il prossimo focolaio di crisi e tensione sociale è proprio lì, nel cortile di casa degli Usa.

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COMMENTI
07/04/2011 - un male della democrazia (Fabrizio Terruzzi)

Sembra un male della democrazia quello di alimentare aspettative crescenti, addirittura lo spreco, e di non saper imporre sacrifici, buon senso e comportamenti virtuosi. Di conseguenza buona parte delle democrazie sono indebitate a livelli record e sull’orlo della bancarotta, quasi a livello dei paesi più sottosviluppati e poveri. E così in un mondo in cui si pensa che le principali risorse non rinnovabili si esauriranno nel giro di non molti decenni, l’unica ricetta che gli economisti e i politici hanno elaborato per uscire dalla crisi è quella di raccomandare o incentivare a “consumare di più”. Come in passato e come sempre, ma a questo punto, c’è da chiedersi, fino a quando? Le loro menti non possono arrivare a pensare che la crisi può essere anche un’opportunità per riallocare in modo più sensato le risorse nazionali, per cui, tanto per fare un esempio, scelgono di parcheggiare in cassa integrazione decine di migliaia di lavoratori dell’auto in attesa che questa stessa industria possa riassorbirli, anziché pensare di ridimensionare questo settore in favore di altri meno avidi di risorse e di cui c’è un sostanziale maggiore bisogno (ambiente, salute, cura degli anziani, sviluppo della socialità, ricerca scientifica, ecc.). L’auto possiamo cambiarla ogni sei anni anziché ogni quattro! Quello di cui c’è necessità oggi non è di un maggiore benessere bensì di una maggiore sicurezza del futuro.

 
07/04/2011 - Due domande all'ottimo Bottarelli. (Francesco Giuseppe Pianori)

1. Che cosa se ne fa Buffet di tutti i soldi che ha e che manovra? 2. Se tutti sono debitori, chi è il creditore? Grazie

RISPOSTA:

Caro Pianori, se conoscessi il portafoglio d'investimento di Buffett, giuro che lo direi a lei e a tutti gli altri lettori de ilsussidiario.net! Scherzi a parte, sta scaricando gli investimenti in dollari sul medio termine e credo stia puntando su quote monetarie, di commodities (oro e argento) e di rami d'azienda facilmente liquidiabili o che conta beneficeranno di inversioni di tendenza nelle politiche economiche e monetarie di breve-medio termine negli Usa. Niente T-bills, suppongo. Per quanto riguardo i creditori, nel caso degli Usa i principali sono la Cina e il Giappone, detentori storici di debito statunitense e ora decisi a cambiare rotta: la prima per diversificare e dar vita a una guerra commerciale-valutaria con Washington che insiste per la rivalutazione dello yuan, il secondo perché dovrà rimpatriare asset per finanziare la ricostruzione (inoltre, il debito giapponese è detenuto al 95% dai giapponesi stessi, i quali però ora sconteranno il calo dello yen e quindi non riterranno più conveniente tenersi obbligazioni che pagano rendimenti ridicoli, non avendo più in cambio una valuta forte). L'Europa vende il proprio debito a Stati, fondi obbligazionari come Pimco e banche: le stesse che si fanno salvare con i soldi delle stesse nazioni di cui comprano il debito!È un mondo di pazzi, mi creda. Cordialmente (Mauro Bottarelli)

 
07/04/2011 - spostare spesa e entrate (francesco taddei)

tagliare la sanità? ma se gli americani non ce l'hanno! e i progetti di Obama sono stati cassati dal congresso repubblicano! perchè non iniziano a venderci qualche portaerei a noi europei, invece di aspettare che lo faccia la cina?

 
07/04/2011 - 10 e Lode! (J B)

Complimenti, bell'articolo.