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GENERALI/ 2. Chi vince e chi perde nel risiko del Leone con l'uscita di Geronzi

Cesare Geronzi (Foto Ansa) Cesare Geronzi (Foto Ansa)

Se, poi, si vogliono indagare i motivi che hanno portato 10 consiglieri delle Generali a compiere il “colpo di Stato”, occorre ricordare che da tempo Cesare Geronzi, in Generali, non rappresentava altri che Cesare Geronzi. Universalmente considerato il banchiere più berlusconiano d’Italia, in realtà non lo è più da tempo. E c’è un episodio che ha raffreddato irrimediabilmente i suoi rapporti con il mondo del centrodestra ed è stata la nomina di Ferruccio De Bortoli alla guida de Il Corriere della Sera nell’aprile del 2009.

Una nomina invisa al mondo che fa riferimento al Pdl che premeva per un altro nome, quello di Carlo Rossella, sostenuto, guarda caso, proprio da Della Valle, cioè il consigliere d’amministrazione che, con i suoi attacchi, anche personali, a Geronzi, ha innescato la miccia della deflagrazione di ieri. La nomina di De Bortoli venne gestita da Geronzi, allora presidente di Mediobanca, e da Giovanni Bazoli, presidente di Banca Intesa.

Dopo lo sgarbo al mondo del centrodestra e dopo essersi inimicato (per usare un eufemismo) tutto il management di Mediobanca, i cui poteri aveva cercato di limitare avocandoli a sé, al primo passo falso è stato fatto cadere. E non sarebbe sbagliato ipotizzare che il nuovo presidente delle assicurazioni di Trieste possa provenire proprio dal mondo di Piazzetta Cuccia.

 

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