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GENERALI/ 3. Così la mossa di Geronzi smaschera la guerra del "salotto buono"

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Diventa a questo punto quasi inevitabile una resa dei conti in Mediobanca, dove Vincent Bollorè guida il gruppo C, i soci esteri, con nominalmente l’11% e con grandi presenze della finanza internazionale tra cui Santander e Groupama, e ha un collegamento solido con altri esponenti sia del gruppo finanziario, sia dei soci industriali.

Il caso Generali potrebbe avere addirittura una sua definitiva risoluzione il prossimo 30 settembre, quando scadrà il “patto di sindacato” di Mediobanca. Lì, in quella occasione, si capiranno sia le forze in campo, sia quello che hanno realmente in mente. sia loro reale consistenza. Si potrebbe delineare anche una fuoriuscita del gruppo francese, oppure una definitiva spallata che aprirebbe altri scenari. Ma intanto la “guerra”, o almeno una lunga trattativa, si consumerà anche nella stessa Generali.

Se è stato consumato lo “strappo”, con la minaccia di un ordine del giorni contro Geronzi, al momento la presidenza dovrebbe passare a Francesco Gaetano Caltagirone che, certamente, non sta contro Geronzi. E ancora si attende la posizione futura di Vincent Bolloré. I rumors più accreditati spiegano che sta per essere varato un comunicato ufficiale tra i più complicati e che il nodo della questione riguarda soprattutto la posizione di Bolloré. Guardando con un minimo di distacco l’intera vicenda esplosa con le dimissioni di Geronzi, si può dire che la battaglia di Generali, e quindi in quello che resta del “salotto buono”, più che alla fine è solamente all’inizio.

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