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SCENARIO/ 2. Bertone: così la "cassaforte" Europa sfida gli Usa delle bolle

Pubblicazione:venerdì 8 aprile 2011

Jean Claude Trichet (Foto Ansa) Jean Claude Trichet (Foto Ansa)

Il 1° di aprile, il neo presidente, Djilma Roussef, ha licenziato senza troppi complimenti Roger Agnelli, da dieci anni leader di Vale, il colosso del ferro che fornisce la materia prima alla siderurgia cinese. È il segnale che il Brasile, avviato a diventare anche una potenza petrolifera, intende rafforzare la stretta sulle materie prime in vista di un round di confronto/conflitto economico a tutto campo, in reazione alle mosse di Washington. Il Brasile, così come la Cina, non ha affatto gradito la pioggia di dollari del Quantitative easing che per le economie emergenti ha voluto dire soprattutto inflazione e bolle speculative.

La risposta può essere una stretta dirigista sulle commodities minerarie e agricole di stampo mercantilista, cui l’Unione europea oppone una regia valutaria più prudente di quella americana, come si conviene a economie basate sull’export come quella tedesca (o anche, nel suo piccolo, italiana). La convalescenza dell’Europa, insomma, serve anche a curare la febbre del pianeta. In attesa che gli Usa s’impegnino sul serio a rimettere a posto i conti pubblici: impresa difficile in un anno preelettorale.



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