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Economia e Finanza

FINANZA/ 1. Pelanda: col bluff greco la Germania (ri)conquista l’Europa

Il controverso rapporto della Germania con l’euro spiega molto del futuro dell’Unione europea. CARLO PELANDA spiega come funziona il progetto egemonico tedesco

La cancelliera tedesca Angela Merkel (Ansa)La cancelliera tedesca Angela Merkel (Ansa)

Sembra un buon momento per fare il punto sull’euro, anche utile per capire gli strani messaggi che periodicamente appaiono sulla stampa tedesca.
Nel 1999, anno in cui fu creato l’euro, apparvero molti scenari che ne profetizzavano la dissoluzione, quello firmato dal Prof. Feldstein (Harvard) tra i più noti, tutti con precise argomentazioni tecniche. Tra queste la principale era che non si può applicare la stessa moneta ad economie troppo diverse a meno che non si crei un governo unico dell’economia con capacità di bilanciamento delle differenze. I promotori dell’euro non negarono la validità di tali scenari, ma risposero sostenendo che proprio il fare la moneta unica, senza possibilità di recesso da parte di una nazione, avrebbe costretto i governi a creare una funzione di politica economica paneuropea riequilibrante.
L’euro nacque in base alla strategia di fare prima il tetto e poi i muri nella convinzione che l’evidenza della loro necessità avrebbe costretto le nazioni a costruirli. Ma non è andata così. Si è affermata la linea tedesca di un tetto che poteva stare in piedi se ogni nazione fosse stata disciplinata sul piano del bilancio e del debito. Tale dottrina vinse nel 1997 quando (Trattato di Amsterdam) la Germania rifiutò la proposta francese, italiana e di altri di creare a Bruxelles le basi per un governo paneuropeo dell’economia. Berlino temeva che la stabilità della moneta sarebbe stata contaminata dalla debolezza e dal disordine delle nazioni europee meridionali o lassiste, in particolare Italia, Spagna, Portogallo, Grecia, Belgio e Francia stessa. Pretese che se queste nazioni volevano condividere la stessa moneta con la Germania dovevano diventare come la Germania stessa.