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FINANZA/ 2. Così la Germania "svende" l’Europa agli Usa

Pubblicazione:martedì 10 maggio 2011 - Ultimo aggiornamento:mercoledì 11 maggio 2011, 16.40

Foto Ansa Foto Ansa

Pietà è morta! Come un avvoltoio, l’agenzia di rating Standard & Poor’s ieri ha tagliato ulteriormente il giudizio a lungo termine sul debito della Grecia a B dal precedente BB-, aggiungendo che il giudizio potrebbe essere ulteriormente rivisto al ribasso. Il giudizio sul debito a breve è stato invece abbassato a C dal precedente B.

L’agenzia precisava come l’azione rifletta le attese di uno slittamento delle scadenze del debito di 80 miliardi di euro raccolto dalla Commissione europea e parla a chiare lettere della necessità per Atene di un haircut del 50% sul debito affinché il Paese non affondi (complimenti per la lungimiranza di analisi, davvero!). Dura e per una volta giustificata la prima reazione del governo greco che ha definito come «senza ragioni» l’ulteriore riduzione del rating, poiché il declassamento «arriva in un momento in cui non ci sono stati nuovi sviluppi negativi o decisioni».

Secondo il ministero delle Finanze di Atene, le decisioni «dovrebbero essere basate su dati oggettivi, su annunci dei politici e su valutazioni realistiche delle condizioni dell’economia e non su rumors di mercato e articoli di stampa». E a questo riguardo, Atene ha deciso di affilare le armi contro il settimanale tedesco Der Spiegel, reo di aver diffuso la notizia («semplicemente falsa», per Atene) secondo cui la Grecia sarebbe pronta ad abbandonare l’Ue e l’euro per tornare alla dracma svalutata del 30% al fine di uscire dall’impasse provocata dall’ingente debito pubblico.

Secondo fonti del ministero della Giustizia greco, le autorità avrebbero aperto un’inchiesta contro la testata: l’accusa è la pubblicazione di «notizie false» che potrebbero creare disordini sui mercati. Intanto, però, dalla Germania rilanciano: anche il tabloid tedesco Bild si è schierato a favore dell’abbandono dell’euro da parte della Grecia con un editoriale dal titolo “Bye, bye, Grecia”. Atene, scrive in un editoriale il giornale più letto della Germania, «non riesce a rimettere in piedi la propria economia, non ripagherà mai il suo enorme debito e questo aumenterà la pressione sui propri creditori, incluse le banche tedesche, per rinunciare a una parte dei debiti. L’euro è indispensabile per l’Europa, ma Eurolandia non dipende dalla Grecia. Se la Grecia non vuole più l’euro, non si dovrebbe costringerla a rimanere».


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COMMENTI
10/05/2011 - Anche la Germania soffre (Alessandro d'Alessandro)

Mi sembra di capire, in sintesi, che lo scopo perseguito dalla Germania sia quello di favorire le sue esportazioni, a qualunque costo. Questo mi fa pensare che anche il sistema industriale tedesco, per quanto più sviluppato del nostro, soffra parecchio la concorrenza asiatica. Noi pensiamo che l'industria italiana stia morendo mentre quella tedesca no, ma forse quel momento si sta avvicinando pericolosamente anche per loro. Mi sbaglio?