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Draghi alla Bce, apertura della Merkel

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Per il governatore della Banca d’Italia Mario Draghi, sembra che la strada per la presidenza della Bce sia sempre più spianata. Il primo colpo in tal senso era stato messo a segno dal premier Silvio Berlusconi nel corso del vertice bilaterale con Sarkozy. Il nulla osta alla nomina di Draghi fu dato dai francesi in cambio di una pesantissima contropartita:  la disponibilità a bombardare la Libia e il via libera all’opa di Lactalis su Parmalat. (Per inciso, la mossa ha garantito, come in molti osservatori riconoscono, non pochi benefici al presidente del Consiglio: la paternità di un’operazione che gli assicurerà una buona dose di prestigio internazione; un ostacolo alle ambizioni di Tremonti; la garanzie che, laddove Draghi venisse, in un futuro non troppo remoto, indicato come premier, non metterà certo i bastoni tra le ruote a colui al quale deve riconoscenza per l’importantissima carica). Ebbene: ora anche la Germania concede il suo assenso. Il cancelliere Angela Merkel, intervistata dal giornale Zeit, si è detta convinta che Draghi potrebbe benissimo rappresentare un successore di Jean Claude Trichet degno. «La Germania potrebbe appoggiare la sua candidatura alla presidenza della Bce». In passato, era stato il ministro delle finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble, a spendere pubblicamente qualche buona parola per il numero uno di Bankitalia, ma la Merkel non aveva mai voluto esprimersi in tal senso. «Io conosco Mario Draghi. È una persona molto interessante e di grande esperienza. È molto vicino alle nostre idee per quanto riguarda la cultura della stabilità e solidità nella politica economica», ha aggiunto. Il mandato dell’attuale presidente della Bce scadrà in autunno e, fino ad oggi, la Germania aveva espresso perplessità sul conferire una simile carica ad un candidato di un paese del «sud Europa fortemente indebitato». La posizione espressa dalla Merkel, in ogni caso, non è ancora stata ufficialmente ratificata. «Non abbiamo ancora deciso – ha specificato -, decideremo al momento giusto, e contro nessuno. La mia abitudine è decidere nell'approssimarsi della scadenza: così si hanno idee più chiare».


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