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SCENARIO/ 1. Deaglio: i due tavoli della Merkel "rovinano" l'Europa

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Sarebbe complicatissimo da fare, ma potrebbe funzionare. La Germania potrebbe uscire dall’euro, prendere qualche provvedimento straordinario rispetto alle sue banche, spalmando le perdite che deriverebbero da questa operazione su 10-15 anni così da renderle più sopportabili. Berlino potrebbe poi creare un “euro 2” insieme ad altri pochi paesi virtuosi. Oppure si potrebbero anche creare più euro: sarebbe un po’ come resuscitare il vecchio Sistema monetario europeo, in cui c’erano monete nazionali che fluttuavano entro limiti di cambio stabiliti. Ci sarebbe un euro centrale tedesco e poi gli altri che variano entro una percentuale prestabilita rispetto a esso.

L’euro, dunque, dopo un anno è ancora in fibrillazione. La situazione è meno grave di allora?

La situazione di oggi era in potenza già un anno fa. Non è stato fatto nulla di risolutivo, quindi la situazione ha avuto la sua normale evoluzione peggiorando Ci stiamo avviando verso una prospettiva per cui si vuole cercare di “passare la nottata”, dando gli aiuti ai paesi in difficoltà, sperando che le opinioni pubbliche di questi paesi finiscano per accettare i sacrifici imposti, e che magari un po’ di crescita aiuti la situazione.

Bisogna rimproverarsi qualcosa rispetto alla scelta di far nascere l’euro?

Sarebbe stato un po’ difficile mantenere in piedi l’Europa senza l’euro. Ma ora è un meccanismo che sta diventando una trappola per tutti, tedeschi compresi. Al fondo c’è il fatto che abbiamo fatto la moneta sperando che essa si tirasse dietro tutto il resto: un esperimento inedito. L’Europa non ha però fatto l’unione politica, indispensabile quando si ha una moneta comune. Nessun governo ha voluto cedere di un millimetro sulla propria sovranità. E una moneta unica in presenza di governi diversi diventa un problema.

Vede possibilità di miglioramento di questa situazione?

Internamente bisognerebbe cominciare almeno a muoversi verso la creazione un’imposta europea, da versare a un governo europeo, in cambio di servizi quali la difesa, l’immigrazione e la politica estera: un percorso non facile e lungo. Nel resto del mondo, invece, stanno succedendo molte cose e qualcuna potrebbe volgere a nostro favore. Per esempio, la Cina, che ha riserve in dollari per 3.000 miliardi, potrebbe intervenire per aiutare la Grecia. Per Pechino si tratterebbe di una cifra ridicola, ma vorrebbe qualcosa in cambio: dalle infrastrutture portuali greche fino alle tecnologie militari europee, che finora gli abbiamo negato.

Resta il fatto che l’euro è a quota 1,40 contro il dollaro, mentre un anno fa era arrivato intorno a 1,20.


COMMENTI
12/05/2011 - robin hood (francesco scifo)

Dove è finita la Tobin tax? Il ministro Tremonti agli albori di questo Governo ci aveva parlato anche di Robin Tax per le Banche che poi la crisi mondiale ha cancellato: per fare tornare in auge il lavoro e la produzione non sarebbe l'ora di tassare gli scambi finanziari almeno come il lavoro?

 
12/05/2011 - Politica Finanza e Democrazia (?) (Antonio Servadio)

La popolazione Greca paga in modo capillare per il malgoverno nazionale. Fin qui nulla di nuovo. Il messaggio grosso che sottende l'intero argomento di questo articolo è altro. Non c'è democrazia che tenga: le politiche nazionali, comunitarie e intercontinentali sono tutte indissolubilmente asservite ad altro genere di governo, quello della "comunità finanziaria internazionale". Un argomento forse troppo inarrivabile per essere mai messo in discussione da stati, governi e complessivamente dalla civiltà democratica ? Alla fine, quanto possiamo influire (democraticamente) sui poteri forti ?