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Economia e Finanza

SCENARIO/ C'è un dilemma tedesco che condiziona l'Europa

Angela Merkel (Foto Ansa)Angela Merkel (Foto Ansa)

Altro elemento importante: le medie imprese. Prevale la meccanica, che genera il 46% dei ricavi complessivi del comparto; circa il 43% del fatturato proviene da quelle che operano nella fascia alta e medio-alta della tecnologia, contro il 30% in Italia e il 27% in Spagna; soprattutto hanno ampliato gradualmente le loro dimensioni, tramite fusioni e acquisizioni, nell’ultimo quarto di secolo per fare fronte a vincoli di liquidità e difficoltà di crescita del capitale umano (due caratteristiche di aziende troppo piccole). Da noi le imprese restano lillipuziane pure a ragione di incentivi perversi (sulle dimensioni aziendali) provenienti dalla legislazione lavoristica.

In breve, la Germania di Angela Merkel ha lo stesso dilemma della Germania di Bismarck: è così grande nell’Ue e, a maggior ragione nell’Eurozona, che un suo starnuto causa la polmonite ai vicini; non è abbastanza grande da potersi prendere cura dei problemi di tutti (specialmente di quelli che avendo razzolato come cicale sono carichi di debiti e hanno difficoltà a onorarli).

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COMMENTI
19/05/2011 - risposta a Taddei (Leonardo Baggiani)

... o forse nessuna coalizione, ché qui in Italia la politica è solo il veicolo di ristrette lobby che fanno apparire l'assenza di politica industriale quando sostanzialmente questa esiste ed è alquanto "reazionaria" - qualunque Governo sia in carica: http://ideashaveconsequences.org/politiche-industriali-fintamente-assenti/leo Lasciamo che l'economia si muova da sola, che le imprese si localizzino senza guardare agli incentivi regionali o settoriali... Se possiamo aspettare 50 anni per i risultati, questo tipo di soluzione è più onesta ed elimina i guasti della nostra politica. Non credo che l'Italia e gli italiani debbano continuare a guardare all'estero come modello (senza tra l'altro mai adottarlo), dovremmo piuttosto lasciar spazio alle peculiarità - di necessità virtù.

 
18/05/2011 - Outsourcing (Leonardo Baggiani)

... A me risultava che in sede di riunione delle Germanie, fosse partito un progetto di delocalizzazione della bassa manifattura verso l'Europa dell'est, mantenendo e anzi rafforzando l'alta tecnologia dentro la Germania. Il risulto è, perché credo che questa sia stata la strada da cui come conseguenza la situazione attuale, una struttura produttiva ad alto valore aggiunto, che quindi paga bene i propri lavoratori anche in relazione al livello dei prezzi assoluto (i riferimenti diretti che mi arrivano dalla Germania me lo confermano), e una bilancia commerciale fatta di import di "pezzi" e un export di "prodotti finiti di alta gamma"... va da sé che in tal modo buona parte degli effetti positivi/negativi sull'export delle oscillazioni dell'euro vengono compensate da corrispondenti effetti negativi/positivi sull'import del cambio stesso. Il che è un buon motivo per cui il saldo della bilancia resta positivo anche in fase di forza dell'euro.

 
18/05/2011 - provocazione (francesco taddei)

cioè la germania ha una struttura industriale opposta a quella non solo nostra ma anche rispetto al resto d'europa. in più noi abbiamo un freno ideologico sulle relazioni industriali che investe tutti i livelli ( non solo i sindacati ma pure di chi vorrebbe utilizzare i contratti a termine per sempre) Aggiungiamo una struttura statale enorme e mal distribuita e una scuola non meritocratica. cosa fare per raggiungere la germania? una grande coalizione che rifaccia l'italia da cima a fondo e tra cinquant'anni saremo al 50% della germania.