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IL CASO/ La ricetta di Svezia e Gran Bretagna sfida il costoso monopolio di Trenitalia

Pubblicazione:lunedì 2 maggio 2011

Foto Imagoeconomica Foto Imagoeconomica

Trenitalia porta sempre come esempi virtuosi i casi di Francia e Germania. In realtà, i mercati più liberalizzati sono altri: Svezia e Gran Bretagna in primis, che hanno dimostrato che con l’apertura del mercato, il traffico può crescere di oltre il 50%.

Anche da un punto di vista dei contributi, Francia e Germania non sono certo il benchmark. Nel 2007, ultimo anno di riferimento, nel trasporto regionale italiano Trenitalia riceveva 3,6 centesimi di euro per passeggero chilometro dal mercato e 8,2 centesimi di euro dai sussidi. In Spagna, nello stesso anno, Renfe, prendeva 3,1 centesimi dal mercato e 5,3 centesimi dai contribuenti. Il 36% in meno, dato che dimostra quanti spazi di miglioramento ci siano per il trasporto regionale di Trenitalia, attualmente sostanzialmente chiuso alla concorrenza. Il contratto 6+6 vede, infatti, una durata molto lunga del contratto per Trenitalia e, al contempo, il Governo ha assegnato risorse solo a Trenitalia (400 milioni di euro l’anno), distorcendo ogni forma di concorrenza. L’introduzione di una Authority come chiede il Ftf potrebbe risolvere la questione dei contributi.

Il secondo grande problema del trasporto ferroviario italiano riguarda la separazione della rete. Rfi, che ne è il gestore, è infatti controllata da Ferrovie dello Stato. In questo caso, il cambiamento è più difficile da attuare, ma avrebbe un impatto molto positivo. La rete, per esempio, potrebbe rimanere in mano a una società pubblica differente, come accade in Svezia e in Gran Bretagna.

In sintesi, le richieste del Ftf vanno nella giusta direzione, ma i passi da compiere non saranno facili da compiere viste le resistenze di Ferrovie dello Stato.



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COMMENTI
02/05/2011 - mah... (alessandro giudici)

solo se uno non hai mai viaggiato (regolarmente) sui treni in Gran Bretagna puo' razionalmente pensare che il modello di tale paese sia da prendere ad esempio. Questo non toglie che le inefficienze di Trenitalia siano fortemente deprecabili e da risolvere, ma andare con lo zoppo non insegna a camminare. Saluti da Londra.