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NUCLEARE/ Dal Vajont ai raggi x, i mille tabù che frenano le centrali

Pubblicazione:lunedì 2 maggio 2011 - Ultimo aggiornamento:venerdì 3 giugno 2011, 13.38

Foto Ansa Foto Ansa

Si tratta di elementi sui quali riflettere per decidere, non sulla scorta emotiva, ma a ragion veduta. Questa pausa di riflessione ha senso allora se è un tempo di informazione sui dati reali, anche sapendo che ci sono interessi forti che spingono in altre direzioni, che non sono certo risolutive e che hanno il vizio antieconomico di gravare pesantemente sul costo delle bollette delle famiglie e delle imprese. Ha senso anche se è l’occasione di rivedere il sistema dei benefici economici e sociali previsti per la costruzione e l’esercizio delle centrali, spostandoli dagli enti locali alle persone e alle imprese. Ma soprattutto se, per una volta almeno su questo, le forze politiche e sociali responsabili mettono da parte il criterio del consenso a breve e pensano a un “Progetto Paese” che possa durare nel tempo e dare, nel tempo, una prospettiva certa alla nostra economia.



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