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Economia e Finanza

SCENARIO/ 1. Bertone: c’è un “freno” che può riportarci in crisi

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Peccato che Giulio Tremonti non goda di fortune simili. Nelle prossime settimane il ministro, che si è tenuto ben lontano dalle tensioni elettorali, dovrà fronteggiare la scontata, inevitabile e comprensibile pressione degli alleati di governo per allargare i cordoni della Borsa. Ma, forte degli impegni presi in sede europea, potrà opporre secchi no a qualsiasi operazione incida sulle finanze pubbliche.

Diverso il discorso sulla riforma fiscale, già troppe volte annunciata. L’“emergenza” politica ed economica dell’esecutivo potrebbe dare a Tremonti la forza per passare dalle parole ai fatti. Possibile, anzi auspicabile. Ma le riforme fiscali, anche quando sono efficaci, difficilmente portano consensi politici nel breve termine. E possono dare effetti indesiderati a proposito dei flussi di capitali. Tremonti, che alle spalle ha una lunga carriera di fiscalista, lo sa bene. Per questo con il suo veto ha bocciato quegli accordi fiscali sulla circolazione dei capitali già accettati dagli altri paesi della Comunità ma che, al nostro ministro, “sembrano scritti in Svizzera, non a Bruxelles”.

Non è certo il momento di abbassare la guardia. E non c’è più spazio, nel breve, per un nuovo scudo.

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