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Debito Italia, S&P’s declassa a negativo

Pubblicazione:sabato 21 maggio 2011

Foto Imagoeconomica Foto Imagoeconomica

Quasi come un fulmine a ciel sereno, l’agenzia di rating Standard & Poor’s ha deciso di tagliare l’outlook sull’Italia, passando a negativo da stabile, pur mantenendo il rating di A+ sul debito a lungo termine. La decisione è stata motivata da S&P’s a causa dei rischi connessi a una crescita dell’economia inferiori alle stime di un +1,3% nel periodo 2011-2014 e per il pericolo di un ingorgo politico che potrebbe portare a diminuire il rigore sulla gestione del debito pubblico e a rallentare le riforme che possono contribuire a diminuire la spesa e ad aumentare la produttività e la competitività dell’Italia. Con questa mossa, quindi Standard & Poor’s non esclude nei prossimi mesi di dover rivedere il suo giudizio sui titoli di stato dell’Italia.

Dato il timing, la motivazione politica sembra legata ai timori che i risultati delle elezioni amministrative, soprattutto se i ballottaggi di Milano e Napoli saranno sfavorevoli al centrodestra, potranno avere riflessi negativi sulla politica nazionale. Del resto la stessa agenzia di rating avverte che se il governo riuscirà a ottenere il sostegno politico necessario a portare in porto le riforme strutturali, ponendo le basi per una crescita più elevate dell’economia e una più veloce riduzione del debito, i rating potrebbero rimanere invariati.

La replica del ministero del Tesoro non si è fatta attendere ed è arrivata attraverso una nota in cui innanzitutto si precisa che i giudizi espressi recentemente da organizzazioni internazionali del calibro di Commissione europea, Fondo monetario internazionale e Ocse sono di tono opposto rispetto a quelle di S&P’s. Viene inoltre ricordato che le stime del governo sono state sempre prudenziali e sono state superate dai dati di fatto. Motivi per cui non ritenere fondate le preoccupazioni dell’agenzia di rating che forse teme una paralisi politica dell’Italia, che però, spiega il Tesoro, è da escludere in assoluto. Il comunicato si chiude ricordando che finora l’Italia è stata, e sarà ancora, un Paese con risorse economiche e politiche, tali da fargli rispettare sempre gli impegni presi.

In campo politico, le opposizioni hanno sfruttato la notizia del cambio di outlook sull’Italia da parte di Standard & Poor’s per paragonarla a una bocciatura internazionale dell’operato del governo, mentre la Cgil evidenzia il rischio che il Paese corre se non verranno affrontati al più presto i suoi problemi.


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