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FINANZA/ Tra forbici e frusta, il governo risponde alla "gufata" di S&P’s

Standard & Poor’s lancia l’allarme sulla situazione economica e finanziaria dell’Italia. MICHELE ARNESE spiega come il Governo si sta muovendo in questi settori

Giulio Tremonti (Foto Imagoeconomica) Giulio Tremonti (Foto Imagoeconomica)

Calma e gesso. Niente isterismi allarmistici per gli annunci dei signori del rating, tanto sonnolenti in passato nel sottovalutare i prodromi della crisi finanziaria e i rischi dei debiti sovrani, quanto solerti adesso nell’ammonire gli Stati per evitare ulteriori brutte figure. Ma iniziamo dai fatti.

L’agenzia Standard & Poor’s ha tagliato l’outlook sul rating della Repubblica italiana da stabile a negativo, confermando il rating a lungo termine A+» e a breve termine A/1+ sul debito sovrano. Questo significa che nei prossimi 24 mesi c’è una probabilità del 33% che il rating venga abbassato. Finora, l’Italia era rimasta fuori dall’ondata di retrocessioni che ha già colpito Portogallo, Irlanda, Grecia e Spagna. Ma la debole crescita economica e il rischio di stallo politico stanno modificando in negativo lo scenario, secondo gli analisti di S&P’s.

Non si è fatta attendere la replica del ministero dell’Economia e delle Finanze. L’Italia rispetterà i suoi impegni, una possibile paralisi politica è da escludere in assoluto e il governo sta preparando i provvedimenti mirati a rispettare l’obiettivo del pareggio di bilancio per il 2014, che il Parlamento approverà a luglio, ha messo per iscritto il dicastero retto da Giulio Tremonti. “L’Italia - ha vergato Tremonti per rassicurare mercati e investitori - è stata, è, e sarà un paese con risorse economiche e politiche tali da fargli sempre rispettare gli impegni presi”. Quanto all’analisi dell’agenzia di rating, sottolinea il Tesoro, “l’unico elemento nuovo, pare costituito dal rischio di una possibile paralisi politica (political gridlock). Questa è da escludere in assoluto”.

Che ci sia un problema di crescita per l’Italia è risaputo e gli ultimi numeri lo confermano. Nel primo trimestre del 2011 il Pil italiano è aumentato dello 0,1% sul trimestre precedente e dell’1% rispetto al primo trimestre del 2010. Sono dati deludenti rispetto alle stime degli analisti, che si attendevano un rialzo congiunturale dello 0,3% e un aumento anno su anno dell’1,2%. Nello stesso periodo, il Pil è aumentato in termini congiunturali dello 0,5% nel Regno Unito e dello 0,4% negli Stati Uniti, mentre in Germania è salito dell’1,5% e in Francia dell’1%.


COMMENTI
23/05/2011 - miracoli economici e previsioni imprevedibili (antonio petrina)

Giustamente si sottolinea che "i miracoli nella finanza pubblica non sono possibili" e neanche le imprevedibili previsioni astratte delle agenzie di rating possono incentivare la crescita economica che va comunque ottimisticamente valorizzata dalla keynesiana politica monetaria sulle sorti migliori da garantire ai nostri nipoti. Nel breve periodo: fiducia nella circolazione della moneta ,fiducia nelle risorse umane e semplificazione, spending review, deregolamentazione ed aumento della flessibilità dell'azione della p.a., credito d'imposta alla imprese private che assumono e che innovano, ecc.(leggi decreto sviluppo).

 
23/05/2011 - considerazioni (francesco taddei)

1) il governo portoghese non è riuscito a far passare i tagli alla spesa pubblica. data la perenne instabilità del sistema italia S&P ha avuto una certa logica nelle sue scelte 2)la sussidiarietà distribuità a più settori possibili può portare (con una garanzia di certificazione) ad una efficienza maggiore e quindi riduzione della spesa pubblica 3) le liberalizzazioni, magari in quegli ordini professionali di ventennale memoria, potrebbe portare ad un abbassamento delle tariffe, dovuto a maggior concorrenza