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FINANZA/ Borse a picco, ma è solo l’inizio...

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Ogni banca greca diverrà immediatamente insolvente, il governo nazionalizzerà quindi tutti gli istituti e bloccherà la possibilità di prelievo dai conti. Contestualmente, per evitare derive violente di tipo argentino con i correntisti che si scontrano nelle strade e sfasciano i bancomat, verrà imposto un coprifuoco se non addirittura un forma soft di legge marziale. La Grecia ridenominerà tutti i suoi debiti in “nuova dracma”, o come vorrà chiamare la sua nuova moneta, la quale sarà svalutata dal 30% al 70% (probabilmente del 50%), facendo effettivamente default sul 50% o più di tutti i debiti greci denominati in euro.

Parallelamente, gli irlandesi, entro pochi giorni, usciranno dai debiti del loro sistema bancario e il governo portoghese attenderà qualche tempo per decidere se, a sua volta, scegliere la strada del default: di fatto, il discrimine per la scelta sarà il livello di caos generatosi in Grecia. Un discreto numero di banche francesi e tedesche andranno incontro a perdite tali da far perdere i necessari requisiti di adeguatezza del capitale, mentre, come già detto, la Bce diverrà insolvente, visto il suo livello di esposizione al debito governativo greco, al settore bancario ellenico e al debito del settore bancario irlandese.

I governi francese e tedesco daranno vita a un vertice bilaterale d’urgenza durante il quale decidere se ricapitalizzare la Bce o permetterle di stampare moneta per riconquistare solvibilità. Il problema è che, nonostante la Bce abbia una minima esposizione denominata in valute estere, il suo statuto le vieta di stampare moneta: quindi, si potrebbe giungere a una seconda violazione delle regole, visto che di fatto il Trattato Ue vieta i salvataggi sovrani, ma questo non ha impedito di intervenire per Grecia, Irlanda e Portogallo. Alla fine, si deciderà di ricapitalizzare la Bce e Parigi e Berlino faranno lo stesso anche per le loro banche, dando però fine a tutti i programmi di salvataggio.


COMMENTI
26/05/2011 - RCF (Andrea Trombetta)

Ometto tutte le importanti premesse: crisi finanziaria, rischio di default, problemi strutturali, frammentazione politica, squilibri nei bilanci pubblici e privati. Voglio evidenziare un punto specifico. I mercati finanziari tendono ad enfatizzare il buono ed il cattivo di ciò che scambiano: se una cosa va davvero bene, viene sopravvalutata, se va male, viene svenduta; la previsione gioca da moltiplicatore, come il cambio di una bicicletta. Se ci fosse una “perizia assicurativa” sul valore di un titolo in un determinato momento, aggiornata magari mensilmente, ed un fondo capace di “rispondere” automaticamente e rapidamente di tale stima, i mercati sarebbero in qualche modo calmierati e provvisti di una relativa dose di tranquillità. In tal modo tutta una serie di titoli deprezzati potrebbero riprendere quota ed i mercati subirebbero un’iniezione di fiducia. Ovviamente, i titoli potrebbero essere assicurati con percentuali diverse, come già avviene per i crediti, in funzione del rating. Se un simile meccanismo potesse funzionare, il problema consisterebbe “solamente” nella modalità di finanziamento del fondo, sicuramente da gestire a livello di BCE. E’ corretto ipotizzare che a pagare siano gli assicurati: ogni transizione, in funzione del tipo di titolo e del valore nozionale scambiato, dovrebbe scontare una commissione estremamente contenuta, da versare al fondo. Perché non rendere obbligatoria un’assicurazione di responsabilità civile finanziaria?

 
24/05/2011 - Casuali similitudini (Ruggero Battista)

http://blogs.telegraph.co.uk/finance/andrewlilico/100010332/what-happens-when-greece-defaults/ Buona lettura!

 
24/05/2011 - Fantafinanza (Giuseppe Crippa)

Penso che lo scenario prefigurato da Bottarelli, tanto realistico nella sua dinamica (complimenti per la sua abilità di romanziere) sia viziato dall’ipotesi di partenza che la Grecia andrà in default. Sono convinto che questo non succederà per l’ovvia ragione che non verrà lasciato succedere (da Germania e Francia in primis) Non credo però che da questa vicenda uscirà un’Europa più spostata ad est, ma semplicemente un’Europa ancor meno solidale di quanto non sia ora. Le disavventure favoriscono una maggior prudenza per il futuro e quindi per gli stati poco virtuosi sarà sempre più difficile indebitarsi.

 
24/05/2011 - puo finire così? (francesco taddei)

l'autore parla di grecia, irlanda, portogallo, spagna e perfino del regno unito (che però avrebbe maggiori possibilità data la sua semi-integrazione europea) (almeno così ho capito io). penso che questo (se accadrà) sia lo scenario per un'europa diversa da quella che conosciamo. Un'europa geograficamente più a est e che parlerà tedesco. domanda: ci sarà anche l'italia?

 
24/05/2011 - Manca un’informazione utile al lettore (Giuseppe Crippa)

A quanto quota William Hill l’avverarsi entro l’anno dello scenario prospettato nell’articolo?