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FINANZA/ Borse a picco, ma è solo l’inizio...

Pubblicazione:martedì 24 maggio 2011

Foto Ansa Foto Ansa

Immediatamente si scatenerà l’inferno sui mercati per quanto riguarda le obbligazioni del settore bancario spagnolo, visto che i detentori di bonds anticiperanno i debt equity-swaps a fronte del fatto che Madrid deciderà di non tenere conto della struttura dei contratti obbligazionari nel settore bancario, ricapitalizzando un numero di banche attraverso debt-equity swaps. Detto fatto, i detentori di questi bonds trascineranno il settore bancario spagnolo di fronte alla Corte Europea, denunciando violazioni dei diritti di proprietà: peccato che i tempi secolari della giustizia giungeranno a una sentenza quando a nessuno interesserà più, visto che lo tsunami si sarà già abbattuto cambiando il panorama europeo.

L’attenzione, a quel punto, si sposterà sulle banche britanniche. E il domino, a quel punto, rischierà davvero di diventare letale: a tal punto da creare i presupposti di quanto prefiguravo in un articolo di quasi due anni fa, ovvero il bye bye inglese all’Ue nel 2012 per tornare nell’Efta e tenersi indipendenza monetaria e leva dei tassi (non a caso, già oggi, la Gran Bretagna non partecipa al piano di salvataggio del Portogallo).

P.S. Nel tardo pomeriggio di ieri è giunta la notizia che il governo greco varerà un programma di tagli per coprire il buco di 6,5 miliardi nel bilancio 2011. Inizia così una corsa contro il tempo per ottenere il via libera alla concessione della quinta tranche dell’aiuto di 110 miliardi concesso alla Grecia un anno fa per uscire dalla crisi del debito: tranche senza la quale «per la Grecia potrebbe probabilmente significare il fallimento», ha affermato il premier greco in un’intervista al giornale ateniese Ethnos.

I nuovi interventi, decisi su pressione della troika di esperti Ue-Fmi-Bce in questi giorni ad Atene, serviranno a centrare l’obiettivo di ridurre il deficit 2011 al 7,4% del Pil dopo lo sforamento al 10,5% nel 2010, rispetto al 9,6% previsto dal piano di rientro, attraverso un piano di privatizzazione monstre, tagli e aumenti delle imposte. Cosa tenterà di privatizzare Atene per racimolare i 50 miliardi in tre anni promessi? IlSussidiario.net ha ottenuto una bozza della lista completa. Eccola

Concessioni di porti e aeroporti con contratti di lungo termine; estensione del periodo di concessione dell’aeroporto internazionale di Atene; vendita di una quota dell’azienda del gas; vendita del 49% del casinò del Monte Parnes, privatizzazione delle lotterie di Stato attraverso concessioni; ricerca di un investitore strategico per le Poste, vendita di una quota della Ote (telecomunicazioni), dell’Hellenic Defence System e della Larco, azienda estrattiva di ferro e nickel; licenza per scommesse online e slot machines; concessione dell’autostrada Egnatia Odos; vendita delle Ferrovie di Stato, vendita delle quote azionarie statali nelle banche del Paese (Hellenic Postbank, Atebank, Consignment and Loans Fund); privatizzazione delle aziende di fornitura idrica.

Mancano le isole delle Cicladi, ma date al governo greco qualche settimana e compariranno anche loro. Tanto più che voglio vedere chi comprerà le partecipazioni statali in Hellenic Postbank, istituto che ieri si è scoperto essere stato uno dei principali acquirenti di cds sul default greco durante la scorsa crisi: insomma, si cercava di trarre profitto dalla propria malora. Geniali davvero...



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COMMENTI
26/05/2011 - RCF (Andrea Trombetta)

Ometto tutte le importanti premesse: crisi finanziaria, rischio di default, problemi strutturali, frammentazione politica, squilibri nei bilanci pubblici e privati. Voglio evidenziare un punto specifico. I mercati finanziari tendono ad enfatizzare il buono ed il cattivo di ciò che scambiano: se una cosa va davvero bene, viene sopravvalutata, se va male, viene svenduta; la previsione gioca da moltiplicatore, come il cambio di una bicicletta. Se ci fosse una “perizia assicurativa” sul valore di un titolo in un determinato momento, aggiornata magari mensilmente, ed un fondo capace di “rispondere” automaticamente e rapidamente di tale stima, i mercati sarebbero in qualche modo calmierati e provvisti di una relativa dose di tranquillità. In tal modo tutta una serie di titoli deprezzati potrebbero riprendere quota ed i mercati subirebbero un’iniezione di fiducia. Ovviamente, i titoli potrebbero essere assicurati con percentuali diverse, come già avviene per i crediti, in funzione del rating. Se un simile meccanismo potesse funzionare, il problema consisterebbe “solamente” nella modalità di finanziamento del fondo, sicuramente da gestire a livello di BCE. E’ corretto ipotizzare che a pagare siano gli assicurati: ogni transizione, in funzione del tipo di titolo e del valore nozionale scambiato, dovrebbe scontare una commissione estremamente contenuta, da versare al fondo. Perché non rendere obbligatoria un’assicurazione di responsabilità civile finanziaria?

 
24/05/2011 - Casuali similitudini (Ruggero Battista)

http://blogs.telegraph.co.uk/finance/andrewlilico/100010332/what-happens-when-greece-defaults/ Buona lettura!

 
24/05/2011 - Fantafinanza (Giuseppe Crippa)

Penso che lo scenario prefigurato da Bottarelli, tanto realistico nella sua dinamica (complimenti per la sua abilità di romanziere) sia viziato dall’ipotesi di partenza che la Grecia andrà in default. Sono convinto che questo non succederà per l’ovvia ragione che non verrà lasciato succedere (da Germania e Francia in primis) Non credo però che da questa vicenda uscirà un’Europa più spostata ad est, ma semplicemente un’Europa ancor meno solidale di quanto non sia ora. Le disavventure favoriscono una maggior prudenza per il futuro e quindi per gli stati poco virtuosi sarà sempre più difficile indebitarsi.

 
24/05/2011 - puo finire così? (francesco taddei)

l'autore parla di grecia, irlanda, portogallo, spagna e perfino del regno unito (che però avrebbe maggiori possibilità data la sua semi-integrazione europea) (almeno così ho capito io). penso che questo (se accadrà) sia lo scenario per un'europa diversa da quella che conosciamo. Un'europa geograficamente più a est e che parlerà tedesco. domanda: ci sarà anche l'italia?

 
24/05/2011 - Manca un’informazione utile al lettore (Giuseppe Crippa)

A quanto quota William Hill l’avverarsi entro l’anno dello scenario prospettato nell’articolo?