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MANOVRE/ Dietro l’addio di Lufthansa a Malpensa i "giochi" di Easyjet e Alitalia

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Tre operatori per delle rotte simili non sono pochi e a questi si aggiunge la concorrenza che arriva dagli aeroporti vicini, Orio al Serio e Linate. Sullo scalo milanese viaggia quasi esclusivamente una clientela business, che difficilmente si reca fino a Malpensa, vista la lontananza dell’aeroporto varesino. Orio al Serio invece rientra in una catchment area non troppo differente da quella di Malpensa, dato che entrambi gli aeroporti sono distanti circa 50 km dal centro cittadino di Milano.

Ma perché è importante l’abbandono di Lufthansa Italia, nonostante la compagnia trasportasse circa il 5% dei passeggeri? È solo una delle oltre 100 compagnie che operano sullo scalo, come ricorda l’amministratore delegato di Sea?

La compagnia tedesca aveva compiuto questo investimento e il posizionamento di diversi Airbus in un’ottica di lungo periodo. Se il mercato avesse reagito al meglio, le 14 rotte sarebbero aumentate, ma soprattutto si sarebbero poste le basi per poi creare un hub intercontinentale. In questo modo, senza Lufthansa Italia non sarà più pensabile una strategia di hub and spoke, ma solo voli intercontinentali diretti.

L’hub and spoke è infatti possibile solo tramite la decisione di una compagnia e con la creazione di onde di traffico che da scali secondari apportano il traffico per poi effettuare un traffico intercontinentale. Lufthansa Italia non era solo il terzo operatore sullo scalo milanese, dunque, ma era l’unico in grado di poter modificare la tipologia di traffico dell’aeroporto stesso. La Sea, società pubblica, perde così un partner importante al quale legava la propria crescita.

È sempre più necessario a questo punto collegare il Terminal 1 di Malpensa al Terminal 2 internamente, in modo che possa crearsi una domanda “spontanea” di hubbing da parte dei passeggeri.

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COMMENTI
27/05/2011 - Malpensa (alberto servi)

Alle giuste motivazioni di Giuricin ci sono da aggiungere altre considerazioni. L'aeroprto di Malpensa era con la vecchia Alitalia un HUB che collegava con voli diretti Tokyo, Sydney, Buenos Aires, Johannesburg, LosAngeles. Gli aerei sempre pieni.Faceva una concorrenza determinante agli altri HUBs europei. Di qui il progetto con la KLM naufragato nel 2001 per la inedeguatezza dei politici, il Tesoro proprietario della Compagnia in primis e degli AD Alitalia travestiti da amministratori. Siamo arrivati a 10.000 esuberi ! 10.000 stipendi da pagare a gente di cui non c'era bisogno. Il ritorno economico nell'operatività dei collegamenti aerei lo si ha nei voli a lungo raggio che purtroppo in Italia non ci sono più. Oggi tutti i voli dall'Italia fanno da feeder a Parigi, Francoforte e Londra. Da lì poi raggiungono tutti gli angoli del mondo. Le low-cost Easyjet, Airlingus e tutte le altre godono dei contributi che i vari Sindaci che pagano con i soldi nostri. Ecco una delle motivazioni dei prezzi stracciati. L'aeroporto di campanile è l'ultima moda del trasporto aereo nazionale. Fa anche piacere al passeggero del corto e medio raggio che come alternativa potrebbe andare a Malpensa, molto meno a chi deve andare da Bergamo a Sydney o Buenos aires via Londra o via Parigi. Spinetta e tutte le Consorelle europee con la feroce guerra a Malpensa hanno conseguito una grande vittoria.