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SCENARIO/ La via di Marchionne contro il "decennio perduto" dell'Italia

Pubblicazione:venerdì 27 maggio 2011 - Ultimo aggiornamento:venerdì 27 maggio 2011, 9.44

Emma Marcegaglia (Ansa) Emma Marcegaglia (Ansa)

È anche così che l’industria italiana si è votata al nanismo, accettando regole, leggi e comportamenti che hanno penalizzato le aziende di maggiori dimensioni. Quelle che, in questi anni, sono quasi sparite. Certo, ci possiamo consolare con il “quarto capitalismo”, che ben si è guardato, fino a ieri, di crescere al livello di grande impresa. Ma non illudiamoci: nel mercato globale, non si va avanti senza le dimensioni che consetono investimenti, marketing e ricerca adeguate.

Colpa della Confindustria? Assolutamente no. Ma in questi anni, forse, sarebbe stato più opportuno affrontare questi problemi, tipici di un’economia che stenta a crescere e a catapultarsi nel mondo post-industriale, piuttosto che lanciare ammiccamenti, mezze critiche, velati colpi di spillo al potente di turno, magari attraverso il giornale di casa che, a giudicare dalla risposta del mercato finanziario, non è certo considerato un modello di virtù imprenditoriale.

Forse è l’ora di lanciare una nuova parola d’ordine per la Confindustria che verrà: più mercato, meno palazzo Chigi, che tanto ci deluderà.



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COMMENTI
28/05/2011 - La colpa è di confindustria (Vittorio Cionini)

Ha pienamente ragione il signor Saracino la Confindustria ha le maggiori colpe del degrado del sistema. Chi crea ricchezza ha il diritto dovere di controllare dove e come questa ricchezza viene utilizzata. Invece di assecondare una classe politica, sindacale, finanziaria e culturale di incapaci, prima ancora che corrotti o vanesi, avrebbe dovuto evitare che queste persone arrivassero ad occupare le posizioni di potere che hanno raggiunto. Come ? Battendosi come leoni. Bastavano forse un paio di Marchionne o forse bastava fare bhuuu. Purtroppo invece dei ruggiti si sono sentiti i belati e oggi ne paghiamo tutti le conseguenze. Penso con tristezza ai miei nipoti. Vittorio Cionini

 
28/05/2011 - IMarcegaglia, Montezemolo, Fossa (Giuseppe Saracino)

I principali responsabili del mancato sviluppo non sono gli industrali, ma la confindustria nella persona della Marcegaglia e suoi predecessori: Berlusconi fu il primo in Europa ad affrontare il problema delle pensioni, e si beccò il più grande sciopero della storia, e la confindustria fu assente, volle riformare l'art 18 dello statuto dei lavoratori e si beccò 2 anni di girotondi, nell'assenza di Montezemolo che pensava a "fare squadra" con Schumacher. Se Marchionne é stato costretto a intervenire a suo modo é perché la confindustria ha perduto un ventennio a baloccarsi con le relazioni industriali. In compenso,secondo alcuni non avrebbe mai perso la faccia e può rimproverare altri di essere inerti.