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Economia e Finanza

FINANZA/ 1. Quanti Bin Laden ci vogliono per "salvare" gli Usa?

Ben Bernanke e Barack Obama (Foto Ansa)Ben Bernanke e Barack Obama (Foto Ansa)

Le azioni della Fed stanno quindi danneggiando il dollaro, perché è la Casa Bianca che lo vuole: i tassi a zero, infatti, hanno ridato forza al “carry trade”, con i mercati esteri alluvionati dai dollari facili di Bernanke. Detto fatto, un qualcosa che deprezza ulteriormente il biglietto verde e che, di riflesso, rende più care le commodities: non a caso, quando a metà del 2008 il dollaro toccò 1,60 contro l’euro, si registrò il picco record del petrolio a 147 dollari al barile. E petrolio caro, significa danni per le nazioni produttrici: con il dollaro sempre più debole, l’import Usa di commodities non fa che peggiorare il deficit commerciale del Paese (e a dimostrazione del fatto che i problemi reali degli Usa sono altri e che i mercati non si bevono l'eliminazione di Bin Laden come fattore stabilizzante, proprio ieri il petrolio ha raggiunto il record da due anni a mezzo a questa parte, sia per Wti che per il Brent). Ma, nel medio termine, il rischio è ancora peggiore: una crisi ben peggiore di quella che abbiamo vissuto nel 2008.

Un dollaro che crolla potrebbe infatti creare caos presso la varie banche centrali, intenzionate a proteggere il valore delle loro riserve. E dopo un’inevitabile spirale al ribasso, il dollaro rimbalzerà, causando il corto circuito nel carry trade, con gli investitori che di colpo si troveranno a essere debitori di una cifra più alta a causa del rafforzamento della divisa Usa. Questo si sostanzierebbe in perdite colossali per le principali istituzioni finanziarie, prodromo di rinnovate minacce a livello sistemico e globale: i mercati finanziari, di fatto, potrebbero conoscere il cosiddetto “global slump”, il crollo globale.

Leggendo tra le righe quanto detto da Ben Bernanke, poi, penso che la prima conferenza stampa del capo della Fed non sia da ricordare come l’atto di conferma del termine del QE2 a giugno, ma la preparazione del QE3: se così fosse, Barack Obama avrebbe garantita la riconferma alla Casa Bianca, ma il mondo non potrebbe sfuggire a una crisi ben peggiore di quella di tre anni fa. Chi dice di amare l’America metta mano a questi reali problemi invece di aggrapparsi mediaticamente a eliminazioni a orologeria di terroristi per rimandarli e permettere al buon Bernanke di stampare altri dollari artificiali in santa pace e al Comex di non fallire, insieme a JP Morgan Chase, per le troppe scommesse allegre sull’argento di carta a fronte della richiesta di materiale fisico. God bless America! E la salvi da Obama e Bernanke.

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COMMENTI
03/05/2011 - 10+ (J B)

Non c'è che dire.