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Economia e Finanza

FINANZA/ Ecco la "tassa" europea sul successore di Draghi

Mario Draghi (Foto Ansa)Mario Draghi (Foto Ansa)

Chi potrebbe non essere un fedele esecutore della linea di Francoforte è il candidato che auspica il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, ovvero il direttore generale del Tesoro, Vittorio Grilli. In molti si preoccupano già della potenziale nomina di un altro “tremontiano” ai vertici delle istituzioni o autorità indipendenti, visto che l’ex viceministro dell’Economia, Giuseppe Vegas, è ora presidente della Consob.

Perbacco, che scandalo: però se il capo consigliere economico della cancelliera Angela Merkel, ovvero Jens Weidmann, è nominato governatore della Bundesbank nessuno fiata e grida all’asservimento politico delle istituzioni. Beninteso, i rischi di una concentrazione di potere ci sono, specie in una Banca centrale come quella italiana - a differenza della Bundesbank - che ha anche la vigilanza sul sistema bancario. Però, forse, così fan tutti.

Ci sarebbe poi un profilo di un candidato “non organico”, ossia uno che abbia idee, coraggio e correttezza istituzionale per sostenere che cosa debba fare la Bce per consentire all’Unione europea di progredire. “Grilli e Saccomanni lascerebbero le cose come stanno, ossia potenzierebbero un gruppo di potere che non consente all’Unione di progredire e all’Italia di riprendere la strada dello sviluppo”, dice un banchiere di lungo corso dal pensiero poco ortodosso.

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