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FINANZA/ L’Irlanda torna a far tremare l’Europa

Pubblicazione:martedì 31 maggio 2011

Foto Ansa Foto Ansa

Venerdì o lunedì prossimo: ecco le nuove date di deadline per risolvere la crisi greca, mentre l’Unione europea starebbe lavorando a un secondo pacchetto di salvataggio per il Paese che il mese prossimo necessita dello sblocco dei fondi della quinta tranche, pena il default vero e proprio.

Il Fondo monetario internazionale, ora in mano Usa per la decapitazione di Dominque Strauss-Kahn, sembra infatti fermo nel non voler erogare i 12 miliardi di euro previsti per giugno in caso la Grecia non offra garanzie chiare sulle modalità con cui ripagherà il proprio debito nei prossimi dodici mesi.

Entro venerdì, infatti, i rappresentanti del Fmi e dell’Ue rilasceranno un rapporto sulla situazione del Paese ellenico e sugli sforzi per riportare il deficit sotto controllo, dopo le indiscrezioni della scorsa settimana in base alle quali il Governo socialista avrebbe fallito su tutta la linea nel raggiungere gli obiettivi fiscali concordati in sede di salvataggio. I rumors sul verdetto delle ispezioni internazionali in corso oscillano tra le ipotesi di un default accompagnato dall’uscita dall’euro e un piano bis di salvataggio, appunto, che seguirebbe il pacchetto di aiuti di 110 miliardi stanziati nella primavera del 2010.

Lo diceva chiaro e tondo ieri il Financial Times, secondo cui un nuovo accordo di aiuti prevederebbe anche incentivi ai creditori privati per alleviare l’onere del debito della Grecia su base volontaria. Senza citare le fonti, il quotidiano della City riportava che quasi la metà delle necessità di finanziamento, tra 60 e 70 miliardi di euro per i prossimi due anni, potrebbe essere coperta tramite la vendita di asset e modificando i termini di rimborso per i possessori del debito privato: iniezione di liquidità indispensabile per coprire i prestiti del governo in scadenza tra il 2012 e il 2013.

Ma c’è dell’altro: soggetti esterni alla sovranità greca, ovvero l’Ue e quindi i governi che la compongono, interverrebbero direttamente nell’operazione di raccolta fiscale della Grecia. Nei fatti un commissariamento di Atene, il primo passo di una possibilità perdita di controllo del potere esecutivo. Un precedente devastante, visto che in caso il piano di privatizzazione non andasse come desiderato dall’Ue - la Grecia straparla di 50 miliardi di euro in tre anni - potrebbe imporre al governo ellenico di vendere altro, ovvero anche assets che non intendeva cedere: la famosa e romanzata vendita della isole Cicladi, col passare dei giorni, sta tramutandosi in un’opzione non impossibile.


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COMMENTI
31/05/2011 - Preoccupati? Ma no..... (Mariano Belli)

"Già, perché non so se lo sapete, ma a oggi i contribuenti italiani stanno fornendo 80 miliardi di euro, sottoforma di prestiti erogati dalle casse dello Stato italiano, a Grecia, Portogallo e Irlanda per garantire il pagamento di interessi e capitale dei loro titoli di Stato in scadenza." Siamo alla follia pura, e pensate che razza di manovra di rientro dovremo fare se questi stati falliranno. Famiglie e imprese italiane strangolate per un prestito incauto a cattivi pagatori.....io farei ripagare tutto ai politici che lo hanno fatto. Ma nessuno si chiede perchè tv e giornali (tranne questo, grazie a Bottarelli) non ne parlano, e chi, quale gruppo di potere, sta distruggendo l'economia mondiale con un piano che sembra preordinato affinchè crolli tutto il sistema?