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FINANZA/ L’Irlanda torna a far tremare l’Europa

Pubblicazione:martedì 31 maggio 2011

Foto Ansa Foto Ansa

Ma c’è di peggio. E molto. Un giornale greco, infatti, nella sua edizione domenicale parlava chiaramente dell’intenzione del governo di dar vita a una bad bank sul modello spagnolo per ripulire i conti degli istituti controllati dallo Stato e in predicato di privatizzazione (ad esempio, Savings Post Bank) dai bonds tossici greci al fine di renderli maggiormente attraenti per potenziali acquirenti. Insomma, trattandosi di bonds sovrani, possiamo dire che Atene intende dividere se stessa, ovvero la Bad Greece dalla Good Greece. Insomma, una bella bad bank per detenere assets rischiosi gestita e di proprietà di una banca con garanzia statale, esattamente come accade per Bankia, il nuovo istituto nato dalla fusione di sette cajas, le casse di risparmio spagnole, pronto a dar vita a una simile “unità di stoccaggio” prima del collocamento sul mercato.

Possibilità di riuscita? 0%. Anche perché l’effetto domino da default è già iniziato e la prima metastasi, potenzialmente letale, si chiama Irlanda, Paese tremendamente esposto ai bond sovrani greci e con il sistema bancario ormai nazionalizzato. In un’intervista concessa domenica al Sunday Times, infatti, il ministro dei Trasporti irlandese, Loe Varadkar, ha candidamente ammesso che Dublino potrebbe necessitare di un altro “inaspettato” prestito dalla trojka Ue-Fmi visto che il Paese non è in grado di finanziarsi in altro modo. Boom!

«Penso che sia molto difficile che il mio Paese sia in grado di tornare sul mercato del finanziamento privato il prossimo anno. Potrebbe volerci un pochino di più, forse il 2013 potrebbe essere la data giusta, ma chi può saperlo?», queste le parole di Varadkar, il quale interrogato su quale potrebbe essere una soluzione possibile ha così risposto: «Questa situazione significa un secondo programma di prestito oppure un’estensione del programma già esistente. Penso che questo sia il punto di vista comune in Irlanda». Finlandesi e tedeschi saranno entusiasti di dover fornire eroina sottoforma di prestiti a babbo morto non più a tre paesi-tossicodipendenti ma cinque, visto che Grecia e Irlanda stanno battendo cassa per un secondo programma prima ancora che sia terminato il primo e abbiano ridato un solo centesimo.

E se, sempre ieri, il governatore della Banca centrale irlandese ha detto chiaro e tondo che le condizioni di mercato per il Paese sono molto peggiori oggi di quanto non lo fossero a novembre quando fu accordato il prestito, sono le cifre a parlare: a marzo il governo irlandese ha quantificato in 24 miliardi di euro la necessità di fondi per puntellare i bilanci delle banche, pur contando di poter racimolare 5 miliardi attraverso l’imposizione di perdite su detentori di obbligazioni junior e vendita di assets.

Panzane, visto che due mesi dopo un membro del nuovo governo dichiara al Sunday Times (scelta non casuale, visto il tasso di esposizione all’Irlanda delle banche britanniche) che serve un secondo programma di salvataggio: occorre chiarezza, ovvero Fmi e Ue dovrebbero vincolare lo sblocco di ogni singolo euro a una certificazione reale e trasparente della situazione bancaria di ogni Paese e dei conti statali. Altrimenti, si usino i soldi per puntellare le banche tedesche e francesi esposte - pena il domino in tutta l’eurozona - e si lascino quei Paesi al loro destino, default e uscita dall’euro in primis.


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COMMENTI
31/05/2011 - Preoccupati? Ma no..... (Mariano Belli)

"Già, perché non so se lo sapete, ma a oggi i contribuenti italiani stanno fornendo 80 miliardi di euro, sottoforma di prestiti erogati dalle casse dello Stato italiano, a Grecia, Portogallo e Irlanda per garantire il pagamento di interessi e capitale dei loro titoli di Stato in scadenza." Siamo alla follia pura, e pensate che razza di manovra di rientro dovremo fare se questi stati falliranno. Famiglie e imprese italiane strangolate per un prestito incauto a cattivi pagatori.....io farei ripagare tutto ai politici che lo hanno fatto. Ma nessuno si chiede perchè tv e giornali (tranne questo, grazie a Bottarelli) non ne parlano, e chi, quale gruppo di potere, sta distruggendo l'economia mondiale con un piano che sembra preordinato affinchè crolli tutto il sistema?