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Economia e Finanza

FINANZA/ L’Irlanda torna a far tremare l’Europa

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Insomma, per una volta le società di rating non decideranno la morte di un Paese, saranno i suoi creditori a farlo, Berlino in testa. E che l’aria di bancarotta stia circolando in maniera sempre più pesante lo certifica un dato reso noto da un quotidiano greco domenica, citando fonti bancarie: in due giorni della scorsa settimana, giovedì e venerdì, sono stati ritirati 1,5 miliardi di euro dagli istituti di credito ellenici, una cifra monstre se paragonata alla media del Paese di 2,4-3 miliardi di euro al mese.

E c’è di più: la maggior parte dei correntisti che si sono precipitati a ritirare contante sono stati pensionati e piccoli risparmiatori, per importi che vanno da 2-3mila fino a un massimo di 10-15mila euro. Insomma, persone normalissime mosse dalla paura della bancarotta sovrana, del congelamento dei depositi e del blocco, anche solo temporaneo, dei prelievi o, addirittura, di perdere del tutto i loro risparmi. Allarmismo eccessivo, forse, ma il fatto che in un Paese come l’Italia - che non è la Grecia e non ospita banche di tipo ellenico - sia stata avvertita la necessità di istituire un fondo ulteriore da 20 miliardi da affiancare al Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi, fa capire che i rischi ci sono e occorre stare davvero attenti e intervenire in fretta.

Come hanno fatto i correntisti greci, più scaltri del loro governo e della trojka Ue-Fmi: anche perché loro rischiano in proprio i loro risparmi, non giocano con i soldi del Monopoli di Francoforte che garantisce impunità e tutela a politici inetti e banche irresponsabili a spese nostre. Già, perché non so se lo sapete, ma a oggi i contribuenti italiani stanno fornendo 80 miliardi di euro, sottoforma di prestiti erogati dalle casse dello Stato italiano, a Grecia, Portogallo e Irlanda per garantire il pagamento di interessi e capitale dei loro titoli di Stato in scadenza. Soldi vostri, soldi miei, soldi nostri. Riflettete, perché non li rivedremo indietro mai.

P.S. Se i dati contenuti nell’articolo non vi paiono ancora sufficienti per essere preoccupati, ve ne offro un altro, fresco fresco: stando al quotidiano turco Hurriyet, la Cia avrebbe stilato un report nel quale si mette in guardia dal serio rischio di colpo di Stato militare in Grecia in caso le misure di austerity dovessero ulteriormente acuirsi. E il mercato, pragmatico come sempre, ha già prezzato il rischio di questa eventualità sull’euro/dollaro allo 0,01%. Fate pure, quindi, versione 2.0 dei Colonnelli...

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COMMENTI
31/05/2011 - Preoccupati? Ma no..... (Mariano Belli)

"Già, perché non so se lo sapete, ma a oggi i contribuenti italiani stanno fornendo 80 miliardi di euro, sottoforma di prestiti erogati dalle casse dello Stato italiano, a Grecia, Portogallo e Irlanda per garantire il pagamento di interessi e capitale dei loro titoli di Stato in scadenza." Siamo alla follia pura, e pensate che razza di manovra di rientro dovremo fare se questi stati falliranno. Famiglie e imprese italiane strangolate per un prestito incauto a cattivi pagatori.....io farei ripagare tutto ai politici che lo hanno fatto. Ma nessuno si chiede perchè tv e giornali (tranne questo, grazie a Bottarelli) non ne parlano, e chi, quale gruppo di potere, sta distruggendo l'economia mondiale con un piano che sembra preordinato affinchè crolli tutto il sistema?