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CARO MUTUI Domani si decide il tetto alle rate, il decreto sviluppo

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Il decreto per lo sviluppo viene approvato domani. Atteso con grande interesse da molti italiani soprattutto per quanto riguarda i mutui. Nel decreto infatti si affronta come promesso da tempo il problema del caro mutui che assilla le famiglie italiane,dopo gli ultimi aumenti dei tassi variabili. Tra gli argomenti del decreto dunque il tetto alle rate dei mutui a tasso variabile per le famiglie maggiormente in difficoltà, il nuovo piano casa rafforzato, maggiore possibilità di trattativa privata sugli appalti pubblici e accelerazione delle grandi opere, credito d'imposta per le assunzioni al Sud. Secondo quanto detto dal ministro Brunetta si tratta di un manovra del valore di 10 o 12 miliardi di minori costi burocratici per le imprese. Nel decreto anche un pacchetto di misure fiscali a favore di cittadini e imprese, ad esempio la possibilità di interrompere l'esecutività degli accertamenti, e di conseguenza il pagamento del 50% della maggiore imposta, con un ricorso alla Commissione tributaria provinciale. Il decreto poi permetterebbe di cancellare la sanzione amministrativa del 30% sui versamenti omessi, ritardati o incompleti che si devono al fisco. Per quanto riguarda i mutui, si tratta di misure che toccano famiglie deboli, quelle con un «Isee» (indicatore del reddito fornito dall'Inps) non superiore a 30 mila euro, e i mutui di valore non superiore ai 150 mila euro e che non abbiano ritardi nei pagamenti. Su richiesta del contraente si potrà porre un tetto massimo (il "cap") al tasso variabile del mutuo, con una formula di garanzia pubblica. Verrà poi definito il tasso di usura con il quale le banche possono prestare soldi, talmente basso (oggi è circa il 4%) da tagliare fuori dal mercato del credito una folta platea di imprese. Al momento ancora non si sa quanto è il tetto fisso proposto nel decreto. Si vocifera che possa essere lo Stato a mettere la differenza che andrà comunque versata alle banche, anche se sembra possibilità alquanto difficile. Sembra più probabile che lo Stato faccia da garante tra le famiglie e le banche, in modo che le famiglie in futuro possano pagare la differenza tra le rate bloccate e quelle di mercato. 


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