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FIAT/ Cinque “spie” rovinano la festa dell'ex Bertone a Marchionne

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Sergio Marchionne (Foto Ansa)  Sergio Marchionne (Foto Ansa)

4) Gli annunci sul rimborso anticipato dei prestiti a zio Sam non nascondono che si tratta di uno swap tra debito con il pubblico e debito con i privati per cercare di spuntare tassi di interesse migliori. Marchionne calcola risparmi significativi. Tuttavia, il rating per Chrysler resta ancora basso, di quattro caselle più giù del già modesto rating Fiat. Dunque, l’emissione di bond per finanziare la prima tranche da versare al Tesoro, non sarà certo una passeggiata. L’operazione dovrebbe avvenire solo a giugno e intanto si parla, si parla…

5) Parole, parole, montagne di parole anche sulla scalata Fiat a Chrysler: il 51% dovrebbe essere raggiunto nella seconda metà dell’anno, intanto Chrysler verrebbe consolidata in Fiat auto per darle più massa di manovra. Nel 2012, pagati tutti i debiti al governo americano, dovrebbe cominciare l’iter per la quotazione in borsa per far scendere il peso degli eredi Agnelli. Ma affinché ciò riesca, c’è bisogno di garantirsi l’appoggio di investitori forti e occorre avere un bel gruzzolo a disposizione.

Di qui le manovre che filtrano sui giornali: John Elkann va a Omaha, Nebraska, per incontrare Warren Buffet; il tentativo di acquisire la Formula 1 insieme a Rupert Murdoch che darebbe il via a un disimpegno da Ferrari con la sua quotazione in borsa: oggi viene valutata 5 miliardi, se Fiat ne vendesse la metà potrebbe avere un bel gruzzolo a disposizione; intanto La Repubblica scrive di una vendita di Fiat industrial in tutto o in parte, ipotesi avanzata fin dal giorno in cui, un anno fa, venne annunciato lo spin off.

Insomma, un tourbillon di annunci, voci, rumori fuori scena, fuochi d’artificio che alzano le aspettative e le quotazioni. La borsa reagisce ai rumors più che alle cifre sulle vendite e già questo è tutto dire. Chi, come noi, ha giudicato Marchionne un ciclone positivo, senza tacere sulle sue contraddizioni e senza condividere tutte le sue scelte, vorrebbe a questo punto, vederci un po’ più chiaro.



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COMMENTI
04/05/2011 - la debolezza della Fiat: il marketing (Fabrizio Terruzzi)

la debolezza della Fiat è stato sempre il marketing. Da qualche esperienza personale ho l'impressione che il loro livello di conoscenza sia piuttosto basso e confuso, Marchionne in testa, e addirittura lo deleghino in parte non indifferente alle agenzie di pubblicità. Lo scrive uno che il marketing l'ha imparato da giovane in una multinazionale dei beni di largo consumo, una vera scuola nel settore.